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Funivia Stresa Mottarone, l'ammissione del tecnico: "Bastava chiudere due giorni prima", ignorate le avvisaglie della strage

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Enrico Perocchio rimesso in libertà. Il direttore tecnico della funivia del Mottarone ha lasciato il carcere di Verbania per volontà del gip dopo la tragedia di Stresa in cui hanno perso la vita 14 persone. "Sono stati sei giorni pesantissimi: questa accusa è devastante. Ora sono finalmente un po' sollevato. Torno in famiglia", si è sfogato a La Stampa l'uomo che si doveva occupare proprio della manutenzione della funivia. Eppure, stando a quanto dichiarato, Perocchio del forchettone manomesso (lo stesso che impedisce il funzionamento del freno di emergenza ndr) per evitare un blocco manutentivo non sapeva nulla. "Se avessi saputo non avrei avallato quella scelta - ha proseguito in sua difesa -. Lavoro negli impianti a fune da ventuno anni e so che quelle sono cose da non fare mai, per nessuna ragione al mondo".

 

 

Dalle dichiarazioni emerge che il direttore tecnico del Mottarone non era neppure a conoscenza dell'accaduto: "Io pensavo ci fossero da organizzare soccorsi, quando me lo hanno spiegato mi sono sentito morire. "Non è possibile", pensavo. Se avessi saputo che venivano adoperati i blocchi dei freni, i cosiddetti forchettoni, avrei fermato immediatamente l'impianto. Scoprire questo adesso è un enorme macigno sullo stomaco". E a chi lo accusa di essere il soggetto a cui era stato affidato il compito di controllare, replica: "Fisicamente no. E poi: se mi fosse caduto l'occhio sui forchettoni, colorati di rosso proprio per iniziativa mia, che li volevo ben visibili, li avrei fatti togliere immediatamente. Insomma è stato un errore mettere i forchettoni per ovviare a un problema che si poteva o risolvere. Bastava chiudere l'esercizio uno o due giorni, basta bloccare la funivia e si risolveva il problema. Questo è un periodo di bassa stagione".

 

 

Parole a cui il giudice per le indagini preliminari ha creduto, tanto da scarcerare Perocchio assieme a Luigi Nerini, entrambi indagati per l’incidente. Agli arresti domiciliari invece Gabriele Tadini, caposervizio della funivia. Sarebbe stato lui - è quanto appurato dalla gip Donatella Banci Bonamici - a manomettere il freno d’emergenza con il forchettone.

 

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