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Prato, Don Francesco arrestato? Non solo spaccio: col suo uomo... scoperta a luci rosse

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Nell’ordinanza di arresto firmata dal gip Francesca Scarlatti Don Francesco Spagnesi, paiono chiari due aspetti: il prete 40enne non solo consumava e finanziava l’acquisto di droga, ma era direttamente lui  spesso "a recarsi materialmente a reperire lo stupefacente", e poi "il consumo di droga era sconfinato totalmente nell’abuso e col suo coinquilino cercava sulle applicazioni di incontri per adulti ogni sette dieci giorni una persona, preferibilmente omosessuale e propensa all’uso di droga, per farla partecipare a questi festini", scrive il Corriere della Sera. Il prete rende poi spontaneamente la sua confessione dopo che la polizia coglie il suo compagno nell’intento di ritirare la droga dello stupro importata dall’Olanda. Racconta che le cose, in quella casa al quinto piano di uno stabile di Figline, le facevano insieme.

 

 

 

Le descrizioni fanno emergere il profilo di un tossicodipendente più che quello di uno spacciatore, reato di cui peraltro l’ex parroco  è accusato assieme al suo compagno. Don Spagnesi "chiedeva agli ospiti un piccolo rimborso per la benzina". Il contabile della diocesi lo rimprovera su WhatsApp "di aver notato ingenti ammanchi dal conto corrente della Curia e spese non giustificate fra cui prelievi da 40 mila euro in soli due mesi e pagamenti presso Pos per 75 mila euro",

 

 

 

Ad aprile il vescovo gli revoca il potere di firma per l’operatività bancaria e don Francesco comincia a rivolgersi ai parrocchiani con messaggi personali. Dopo poco tempo, non riuscendo a reperire il denaro che gli serviva, scrive alla maggior parte dei suoi conoscenti con lo stesso intento.

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