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Green pass obbligatorio per i lavoratori, via libera dal Cdm: cosa cambia dal 15 ottobre

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Via libera anche dal Consiglio dei ministri al decreto sul Green pass in vigore dal 15 ottobre. Il governo ha così esteso l'obbligo della certificazione verde anche ai lavoratori della Pubblica amministrazione, delle imprese private, degli organi amministrativi ed elettivi e del mondo del volontariato. Così come accade alla scuola, dopo 5 giorni di mancata presentazione del certificato verde scatterà la sospensione senza stipendio per i lavoratori pubblici mentre per quelli privati scatta dal primo giorno.  

A dover controllare - si legge nel decreto - ci sono "i datori di lavoro". Per i lavoratori esterni "verifica sul rispetto delle prescrizioni è effettuata anche dai rispettivi datori di lavoro". I datori di lavoro "definiscono, entro il 15 ottobre 2021, le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni degli obblighi".

Accolta la richiesta degli enti locali: il governo ha reso valido il tampone fino a 72 ore prima mentre il green pass rilasciato sulla base di un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo ha una validità di quarantotto ore dall’esecuzione del test "antigenico rapido e di 72 ore dall’esecuzione del test molecolare". Per quanto riguarda le multe invece se il dipendente accede al lavoro eludendo il controllo e e viene beccato nella sua postazione sprovvisto di passaporto, o rifiuta di mostrarlo, la sanzione diventa pecuniaria e disciplinare. Sia nel pubblico, sia nel privato. Si va dai 600 ai 1.500 euro

 

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