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Vladimir Putin, gli 007: "Italia già sotto attacco russo". Ospedali, banche e acquedotti: come ci possono mettere in ginocchio

Elisa Calessi
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C'è un'altra guerra che la Russia sta lanciando e che le telecamere di tutto il mondo non possono raccontare. E' quella fatta tramite computer, con cyber-attaacchi potenzialmente diretti a obiettivi privati o pubblici. La Russia, su questo, si contende il primato mondiale con la Cina. Lo ha già fatto in passato. Con danni incalcolabili. E, come si è visto in passato, non si ferma davanti a nulla. E' questo il grande pericolo di cui, da giorni, si parla ai vertici dell'intelligence del nostro Paese e nelle riunioni ormai “di guerra” che Mario Draghi costantemente tiene con vertici militari e della sicurezza nazionale.

 

 

 

 

Lo ha confermato, in una intervista al Giornale, il sottosegretario alla Difesa di Forza Italia Giorgio Mulè: il rischio di cyber-attacchi russi all'Italia, ha detto, è un "tema centrale nel nostro sistema militare". E ha ricordato che "ogni giorno l'Italia subisce aggressioni alle imprese, con furto di dati e richieste di riscatto. Gli attacchi russi nel 2014 hanno forzato il sistema di difesa missilistico ucraino. Noi, con il Cor del ministero della Difesa, garantiamo sicurezza assoluta. Il problema è il ritardo per infrastrutture come acquedotti, ospedali, centrali idroelettriche. Credo sia arrivato il momento di cambiare la legge che impedisce di contrattaccare, anche solo per difesa e sicurezza". Un allarme, quello di Mulè, rilanciato oggi da Adolfo Urso, presidente del Copasir: "La Russia - ha detto il deputato di Fratelli D'Italia, intervenendo a RaiNews 24 - è il paese più attrezzato per la guerra cibernetica, lo ha fatto nel passato, lo sta facendo oggi in Ucraina e anche in qualche paese vicino". Ha poi rivelato che "nelle settimane scorse sono state date delle misure a imprese e strutture pubbliche per tutelarsi dagli attacchi cibernetici" e che "la prossima settimana audiremo anche il direttore dell'agenzia per la cybersecurity professor Baldoni". E' vero che "ci sono altri Paesi forti su questi temi, come la Cina - ha aggiunto - ma la Russia è il paese più attrezzato storicamente, per questo è stato inserito lo spazio cibernetico tra i domini bellici dell'Alleanza atlantica". Ossia fra quelli per i quali, in caso di attacco ad uno Stato membro, ricorre la possibilità di invocare le previsioni dell’articolo 5 del Trattato, quello che fa scattare la mutua difesa dei membri che appartengono alla Nato. Segno di come si ritengono pericolosi questi attacchi.

 

 

 

 

 

Se fino a qualche anno fa poteva sembrare fantascienza, ora è un tema entrato a pieno titolo nell'agenda di ogni governo. Sono gli obiettivi sensibili più a rischio. Non a caso dallo scorso agosto è stata istituita in Italia l'’Autorità nazionale per la cybersicurezza, diretta da Roberto Baldoni, che ha proprio il compito tutelare gli interessi nazionali nel cyberspazio. Gli attacchi informatici, infatti, potrebbero colpire sia infrastrutture pubbliche (da centrali elettriche ad acquedotti o ospedali, dalle rete digitali ai data base della sicurezza nazionale), sia privati (con "furti" di dati o black-out di aziende o società). I possibili danni sono incalcolabili, sia per le dimensioni numeriche sia per la varietà di effetti che potrebbero produrre. Basti pensare che quasi ogni aspetto della nostra vita è regolato in via digitale. Senza contare che ormai ogni azienda pubblica o privata dipende da una rete informatica. Gli attacchi, del resto, sono già accaduti in passato e sono in crescita.

I vertici della nostra intelligence, in realtà, da giorni hanno lanciato l'allarme, proprio in previsione dell'attacco russo. Aziende pubbliche e private sono state sollecitate a mettere in campo protocolli già previsti proprio per difendersi da possibili attacchi cybernetici da parte della Russia. L'allarme non è solo italiano. Del resto la guerra cybernetica si sta già combattendo sotto i cieli ucraini. Non a caso i Paesi Bassi, nell'annunciare di essere pronti a mandare a Kiev una serie di armi di difesa, si sono impegnati anche a fornire <un contributo in termini di cyber-difesa contro gli attacchi informatici lanciati dai russi>. 

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