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Roma, ira di Salvini per l'assalto alla sede di Pro Vita: "Solidarietà non valga solo per la Cgil"

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Alta tensione davanti alla sede di Pro Vita e Famiglia durante la manifestazione a Roma indetta da 'Non una di meno' per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. La polizia in assetto anti sommossa ha evitato che alcuni manifestanti si avvicinassero alla sede del movimento. "Quelli 'contro ogni violenza' stanno perpetrando una violenza inaudita contro la nostra sede di ProVitaFamiglia. Stanno rompendo i vetri delle nostre vetrine, stanno dando fuoco alle serrande. Un odio cieco e una violenza furiosa. Chi non condanna è complice", scrive su X il portavoce Jacopo Coghe, postando anche un video.

A stretto giro il commento di Matteo Salvini: "Se assaltano la sede della Cgil c’è (giustamente) indignazione nazionale. Se estremisti rossi assaltano la sede di una Onlus che aiuta e difende le famiglie, silenzio? La solidarietà mia, di tutta la Lega e di tutto il popolo italiano". 

 

 

Nella giornata del 25 novembre nella Capitale sono scesi in piazza in 50mila al grido "facciamo rumore". Eppure il corteo è stato anche un pretesto per scagliarsi contro il governo o contro Israele. Tra i cartelloni apparsi, quello che cita: "Contro il governo Meloni fascista scateniamo la furia delle donne, serve un movimento femminista proletario rivoluzionario".

 

 

 

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