Dossieraggio, indagato anche Barletta: numero 2 di Sea e nel cda di Leonardo, altro terremoto

lunedì 28 ottobre 2024
Dossieraggio, indagato anche Barletta: numero 2 di Sea e nel cda di Leonardo, altro terremoto
2' di lettura

Anche Pierfrancesco Barletta, vice presidente di Sea e numero due degli aeroporti milanesi, è indagato dalla Procura di Milano nell'inchiesta sullo spionaggio di dati. Il manager 51enne, già nel consiglio di amministrazione di Leonardo, Milanosport e nella MI-Stadio srl, la società che gestisce lo stadio San Siro di Milano, è stato iscritto sul registro degli indagati dal pm Francesco De Tommasi con l'aggiunta Alessandra Dolci per l'ipotesi di accesso abusivo a sistema informatico.

Barletta, manager pubblico vicino al centrosinistra, è l'ex socio dell'azienda Jaba che ha condiviso gli uffici di via Pattari 6 a Milano con la Equalize di Carmine Gallo ed Enrico Pazzali. Proprio il presidente di Fondazione Fiera, quando decide di salire al 95% delle quote della società di intelligence, propone a Gallo il 14 luglio 2022 di preparare il "documento per cedere le quote" ma "io non pago te, pago direttamente Barletta" e "Filucchi" (ex poliziotto e imprenditore, estraneo all'indagine) mentre il 51enne vice presidente di Sea (non indagata) è membro del cda di Leonardo.

La Russa spiato: "Pazzali era un mio vecchio amico, chi c'è dietro"

"Stupito più che allarmato" e "disgustato dal fatto che ancora una volta i miei figli, Geronimo e ...

Gli hacker via Pattari lo citano anche in altre occasione. "La politica la abbracciamo più o meno tutta perché Enrico (Pazzali) è destra, Barletta è tutto ambientale di sinistra" dice l'informatico Samuele Calamucci, mente del sistema Beyond realizzato dalla Equalize per accedere alle banche dati delle forze dell'ordine e realizzare report per i vari clienti. 

Dossieraggio su Alex Britti: dalle carte spunta un nome insospettabile

"Con i report che abbiamo noi in mano possiamo sput***nare tutta l'Italia". Le parole di Calamucci, uno de...

Secondo quanto si legge negli atti, Barletta "si è occupato della realizzazione del sito della società" Equalize, per cui si occupava degli aspetti riguardanti il marketing. Per questo lavoro si fa pagare 50mila euro, una somme ritenuta esosa da Gallo e Calamucci che inoltre "non sono soddisfatti del lavoro svolto". "E' a caccia di soldi..." commentano i due ora ai domiciliari.