Una notte di puro orrore in un appartamento di Milano, dove una donna di 45 anni è stata tenuta prigioniera e abusata sessualmente dal suo ex compagno. L’incubo è durato oltre dodici ore, fino a quando la vittima non è riuscita a chiedere aiuto. L’uomo, un italiano di 33 anni con precedenti, le aveva sottratto il telefono, bloccando la porta con una sedia per impedirle la fuga e minacciandola con un cacciavite.
L’intervento dei carabinieri, avvenuto intorno alle 13 di lunedì 14 luglio, ha posto fine all'agghiacciante vicenda. Le forze dell’ordine sono riuscite a entrare nell’abitazione situata in zona viale Umbria, nella periferia sud-est della città, liberando la donna e traendo in arresto l’aggressore. Per lui sono scattate le accuse di sequestro di persona, lesioni e violenza sessuale. È stato trasferito nel carcere di San Vittore.
Secondo quanto ricostruito, tutto ha avuto inizio la sera precedente. La donna aveva chiuso qualche tempo fa la relazione durata sei mesi, ma l’uomo non lo aveva accettato e negli ultimi tempi aveva assunto un atteggiamento sempre più pressante, fino a convincerla a incontrarlo per un’ultima volta. Una volta entrato in casa, però, è scattata l’aggressione. Le ha sottratto le chiavi e il cellulare per impedirle di chiedere aiuto, quindi ha sbarrato la porta.
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L’allarme è scattato immediatamente: alcune pattuglie del Nucleo radiomobile dei carabinieri si sono precipitate sul posto, mettendo in salvo la donna, che presentava anche delle escoriazioni sul collo, e bloccando l’aggressore. La vittima è stata successivamente accompagnata alla clinica Mangiagalli per ricevere le cure necessarie.