Momenti di alta tensione ieri durante una manifestazione di solidarietà al Venezuela e al suo ex presidente Nicolás Maduro, organizzata in diverse città italiane (tra cui Roma) da sigle di sinistra, sindacati di base come USB, CGIL, Potere al Popolo, Rete dei Comunisti e altre associazioni. Il corteo, tenutosi in risposta all’arresto di Maduro da parte degli Stati Uniti (operazione “Absolute Resolve” del 3 gennaio), denunciava l’“aggressione imperialista USA” e chiedeva il rilascio immediato dell’ex leader chavista
.In questo contesto, il programma Quarta Repubblica (in onda su Rete4) ha documentato un tentativo di dialogo finito in aggressione verbale e fisica. Andres, un 27enne venezuelano esule in Italia da otto anni, originario di una regione fortemente anti-Maduro, si è avvicinato ai manifestanti accompagnato da una giornalista della trasmissione. L’obiettivo: raccontare la sua esperienza diretta sotto il regime.Andes ha descritto una realtà di paura costante per le milizie che compilano liste di oppositori destinati a sparire, povertà estrema (suo padre lavorava duramente per un tozzo di pane; un chilo di zucchero costava milioni di bolívares), economia distrutta e dissenso represso con persecuzioni, torture e sparizioni. “Quello Stato era diventato nient’altro che terrore”, ha affermato.Il confronto è degenerato rapidamente. Andres è stato accolto con insulti (“fascista di m***”, “levati dal caz”, “infami”), minacce fisiche, spintoni e urla come “Si deve allontanare”, “Fuera, fuera”. Eccoli i pro-Maduro




