Alberto Trentini e Mario Burlò, i due italiani detenuti in Venezuela per oltre 400 giorni e liberati all'alba di lunedì 12 gennaio, hanno parlato del periodo nel carcere di Caracas, El Rodeo, rivelando anche di aver avuto spesso dei segnali di speranza. Dimostrazione del fatto che i due connazionali non erano stati affatto abbandonati dal governo Meloni, come invece fatto intendere più volte dalla sinistra.
"Grazie, grazie e ancora grazie. Spero che riporti a casa tutti": queste le parole che Burlò ha detto riferendosi alla premier Giorgia Meloni, che ieri è andata all’aeroporto di Ciampino per accogliere sia lui che Trentini. Immensa gratitudine è stata espressa anche dal cooperante di Venezia, Trentini, che in un'intervista al Messaggero ha detto: "Non mi sono mai sentito da solo quando ero dentro quella cella, certi messaggi mi sono arrivati, avevo capito che l’Italia stava facendo molto per la mia liberazione. La detenzione è stata molto difficile, ma non mi hanno mai fatto del male. Certo non è stato un bel periodo". Parole che rendono giustizia al grande lavoro dell'Italia a dispetto di quanto sostenuto dalle opposizioni in quest'ultimo anno. Subito dopo la liberazione, qualcuno è arrivato addirittura a minimizzare, sostenendo che il rilascio fosse avvenuto "nonostante" Meloni.
Alberto Trentini libero, lo spudorato titolo de "L'Unità" (contro Giorgia Meloni)
Lungo abbraccio ai famigliari sulla pista di Ciampino per Alberto Trentini e Mario Burlò, scesi dall'aereo di...Una liberazione, quella dei prigionieri italiani, che ha fatto seguito al blitz americano in Venezuela e alla cattura di Nicolas Maduro. Non c'è dubbio, dunque, che quanto accaduto a Caracas un nesso con il rilascio di Trentini e Burlò ce l'abbia. Peccato che, come al solito, i primi a criticare quel blitz fossero stati proprio i dem. In un post del gruppo dei deputati del Pd, datato 4 gennaio ma rimbalzato sui social di recente, i democratici attaccavano Meloni e il governo per aver definito "legittima" l'operazione condotta da Trump.
"Quella del Governo è una dichiarazione grave, a tratti incredibile - scrivevano nel post -. Definire legittima l'aggressione di Trump è insostenibile sul piano del diritto internazionale. Si concentri piuttosto sulla liberazione di Alberto Trentini". Soltanto otto giorni dopo, ecco il rilascio di Trentini e Burlò e di altri connazionali ancora nei giorni precedenti. Non proprio una bella figura per la sinistra.




