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Sapienza, spunta la targa che omaggia le dittature

di Pietro De Leodomenica 18 gennaio 2026
Sapienza, spunta la targa che omaggia le dittature

2' di lettura

No, non cambiano rotta, ma continuano ad andare dritti dritti verso il fondo. Un po’ sfumata la causa pro Pal ora quelli del collettivo “Cambiare Rotta”, appunto, hanno scoperto il nuovo core business: la difesa di Nicolas Maduro, dittatore del Venezuela arrestato con un blitz degli Stati Uniti lo scorso 3 gennaio.

Già, perché il collettivo, dopo aver partecipato qui e là per l’Italia alle manifestazione in solidarietà del despota, ne ha combinata un’altra: una targa, affissa alla Sapienza di Roma, in onore dei “trentadue militari cubani caduti il 3 gennaio a Caracas combattendo l’imperialismo USA e difendendo la rivoluzione con la vita”. Così si legge nella targa, dove campeggiano, oltre alla scritta, le immagini delle due bandiere cubana e venezuelana, e a chiusura il motto “Hasta la victoria siempre”. Lo slogan del Che Guevara, che lo rese simbolo del comunismo rivoluzionario sudamericano e dei suoi emuli da parodia domestici, qui e là per il mondo. Cambiare Rotta ha officiato il disvelamento della targa con una specie di cerimonia rigorosamente postata sui social. Uno dei ragazzi toglie la bandiera cubana a copertura e fa un piccolo discorso.

La targa, dice, “rimarrà qua a testimoniare che anche in Italia, anche a Roma c’è chi è solidale con la rivoluzione cubana, con la rivoluzione bolivariana”. E si prosegue con l’immagine di ragazzi e ragazze che, in una sorta di processione, vanno a deporre una rosa sotto la targa. Si torna sull’officiante, che a proposito del blitz disposto da Donald Trump dice: «È sotto attacco un’idea che sia possibile creare un mondo diverso, di dare sostanza una società che sia alternativa al capitalismo».

Proprio così, in un ribaltamento della storia inquietante assai, considerando i crimini di cui si è macchiato Maduro, tra incarcerazioni per ragioni ideologiche e violenze di ogni tipo contro i dissidenti. Senza dimenticare, poi, quel che è il castrismo, terribile anche nella versione di nuova generazione di Miguel Diaz Canel. Libero ha contattato l’ufficio stampa della Sapienza, che ha spiegato quel che già era intuibile: l’iniziativa non era stata né richiesta né autorizzata, «come previsto dai regolamenti vigenti per l’utilizzo degli spazi comuni». Dunque «la situazione è stata gestita secondo le procedure previste, a tutela del decoro e della diretta fruizione degli spazi». Chiediamo se la targa sia stata rimossa e ci viene risposto di sì. A riportare le cose nella dimensione della verità storica pensano molti commenti sotto il post. Scrive per esempio Sandra Maberti, giovane venezuelana: «Ma una targa per gli studenti assassinati perché volevano la liberà non la fate?». E ancora: «È molto bello parlare sul Venezuela o su Cuba dall’estero, vi invito a vivere almeno 3 mesi in uno dei due Paesi e vediamo se ancora difenderete le dittature».
Infatti, il punto è proprio quello: l’ignoranza che diventa ideologia.