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Verona, il 14enne Diego Baroni sparito da 10 giorni: una pista sconvolgente

di Simona Plettomercoledì 21 gennaio 2026
Verona,  il 14enne Diego Baroni sparito da 10 giorni: una pista sconvolgente

2' di lettura

Alle 6.45 di un lunedì d’inverno Diego Baroni è uscito di casa come ogni altro giorno per andare a scuola. Zaino in spalla, berretto calato sulla testa, la normalità dei quattordici anni di oggi. Dieci giorni dopo, però, di quel ragazzo alto un metro e ottanta, promessa del basket veronese, restano solo tracce digitali, ipotesi investigative e un’intera comunità che trattiene il fiato in attesa di notizie.

Diego è scomparso il 12 gennaio da Pozzo di San Giovanni Lupatoto, alle porte di Verona. Doveva raggiungere l’istituto professionale Giorgi, che frequenta al primo anno, ma a scuola non è mai arrivato. Al suo posto, un biglietto ferroviario per Milano. Alla stazione di Verona Porta Nuova avrebbe incontrato un’amica, confidandole l’intenzione di andare nel capoluogo lombardo per vedere alcuni amici. Amici che, come ha poi raccontato la madre ai carabinieri, a Milano non risultano esistere. Le indagini, coordinate dal procuratore Raffaele Tito, hanno imboccato una pista precisa: Diego è vivo, ma qualcuno potrebbe aiutarlo a restare nascosto.

Venerdì 16 gennaio in procura è stato aperto un fascicolo e ora l’ipotesi di reato è quella di sottrazione di minore, anche se al momento non risultano nomi iscritti nel registro degli indagati. Il contesto investigativo resta blindato, ma alcuni elementi d’indagine sono comunque sono emersi: il cellulare del ragazzo ha agganciato due celle nel centro di Milano la sera stessa della scomparsa, poi il silenzio. Da qui il dirottamento delle indagini nella città meneghina.

A far discutere è stata anche una breve attività sul profilo TikTok di Diego, che avrebbe accettato alcune richieste di amicizia. Gli investigatori, però, dubitano che fosse davvero lui a manovrare l’account. Per questo il suo computer è stato sequestrato e affidato a un perito, incaricato di ricostruire contatti, messaggi e possibili complicità. Non si esclude che la fuga sia stata pianificata online e che il ragazzo stia usando accorgimenti tecnici — dalla modalità aereo alle connessioni wifi — per evitare la localizzazione.

Intanto Verona si stringe attorno alla famiglia. Il mondo dello sport ha rilanciato appelli, le squadre cittadine hanno scritto “missing” sui social, duemila persone hanno partecipato alla camminata silenziosa organizzata lunedì sera dal Comune e dalla parrocchia di Pozzo. «La speranza è che Diego torni presto a casa», ha detto il sindaco Attilio Gastaldello. In procura si tende a escludere un atto violento. Ma il tempo passa, e ogni ora che scorre rende più urgente trasformare una traccia in un ritorno.