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Traffico, velocità media, tempo perso: la vita in auto degli italiani

di Claudia Osmettivenerdì 23 gennaio 2026
Traffico, velocità media, tempo perso: la vita in auto degli italiani

3' di lettura

Nelle ore di punta (togliendo dalla classifica la stessa Padova che, forse non è il paradiso dei patentati tricolori, però, di sicuro, è la città dove scorrazzano meglio) il contachilometri orari premia, un po’ a sorpresa, Reggio Calabria (29,3 chilometri all’ora) e fa impallidire Torino (15,8: alla faccia delle “metropoli trenta” e di tutte le polemiche di queste settimane).

I milanesi sono quelli che più di tutti, quando restano imbottigliati in strada post ufficio o durante gli orari di ingorgo, perdono giorni di vita stando al volante della propria macchina (in un anno cinque dì e mezzo, per un totale di 136 ore). Il 22 settembre è stato (curiosamente) il dies horribilis del 2025 sia a Roma che a Milano. A Firenze (c’è sia chi fa peggio - pochini - sia chi la doppia neanche a dirlo, Padova) in quindici minuti di spostamento cittadino si macinano a malapena 5,3 chilometri.

L’indice del traffico di TomTom, che è sì uno dei principali sistemi di navigazione gps per le automobili ma è anche un servizio di informazioni in tempo reale sulla circolazione, aggiornato ai dati dell’anno scorso, è una fotografia, per quanto riguarda l’Italia, in chiaroscuro. In chiaro perché, tocca essere onesti, sul tasso di congestione medio, paragonati al resto del pianeta, non ce la caviamo malissimo (la città dello Stivale che fa peggio è Palermo ma è “solo” alla 78esima posizione, molto dietro la prima in classifica che è Città del Messico e poco più su della San Francisco californiana); in scuro perché una velocità media di diciannove chilometri orari (a Milano) o di 21,3 (a Firenze) o addirittura di 18,7 (a Torino), tra l’altro in fasce ordinarie della giornata, cioè non quando il traffico è tradizionalmente al suo apice, proprio una bella notizia non è.

Devi correre a prendere i bimbi al nido e sei fai ritardo (ancora) ti becchi la ramanzina da parte delle maestre. Hai una riunione importante con la banca e proprio non la puoi rimandare. Devi fare la spesa e il super, se la carreggiata non si sblocca, tra un po’ chiude: quasi sempre chi prende la macchina, specie in città, è perché ne ha un reale un bisogno, sicuri che faccia prima?

Quelli che percorrono meno chilometri in quindici minuti sono i milanesi (4,8), i romani (4,9), i torinesi (4,7): i padovani, nello stesso lasso d’orologio, ne fanno undici, ma alla fine non va male nemmeno ai reggini (8,5) e ai baresi (7,5). Chi perde più ore incanalato in fila nei momenti di punta (che non è proprio l’esperienza più emozionante della vita) sono i romani (115), i fiorentini (113), di nuovo i torinesi (111): sotto i tre giorni di colonna matta e disperatissima “sorridono” solo i triestini (71 ore che fanno due dì e 23 ore: un po’ al limite), ancora i reggini (56 ore, cioè due giorni e otto ore) e i pescaresi (65 ore per due giorni e 17 ore). I padovani sono gli unici a scendere sotto la soglia “psicologica” dei due giorni con un dì e diciannove ore.

Per percorrere dieci chilometri i palermitani impiegano, in media, 22 minuti e otto secondi (28 secondi in più rispetto al 2024), i milanesi 31 minuti e 35 secondi (anche loro con un rialzo di dieci secondi sull’anno precedente), i romani mezz’ora e 46 minuti (nove secondi in più sull’ultima rilevazione), i napoletani 21 minuti e altrettanti secondi (pure loro con un rialzo dei tempi di nove secondi), i genovesi 21 minuti e 44 secondi (l’aumento è il medesimo) e i bolognesi diciotto minuti e 28 secondi (che sembrerebbe una performance buona, e in un certo senso lo è pure, però è anche tra quelle che subisce un incremento maggiore - venti secondi netti in appena dodici mesi: tra l’altro, la “lenta Bologna” che adesso rilancia il mito della città trenta con la “fase due” dopo lo stop del tar, nelle ore di punta viaggia ad appena 25,9 chilometri orari e nel traffico normale raggiunge giusto i 32,5). Grandi metropoli e cittadine di provincia: autonomista avvisato, mezzo salvato.