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Morto l’ex bodyguard di Alberto Genovese

di Emiliano Dal Tosodomenica 25 gennaio 2026
Morto l’ex bodyguard di Alberto Genovese

3' di lettura

Un incidente violentissimo, avvenuto all’alba nel cuore di Milano, è costato la vita a Simone Bonino, 45 anni, noto nel mondo della sicurezza privata e in passato bodyguard dell’imprenditore Alberto Genovese. Lo schianto si è verificato poco prima delle 5.30 di sabato 24 gennaio all’incrocio tra corso Sempione e via Emanuele Filiberto. Tre i veicoli coinvolti: una Bmw guidata dalla vittima, un mezzo dell’Amsa per la raccolta dei rifiuti e una terza autovettura che procedeva in senso opposto. Secondo la prima ricostruzione, il camion dell’Amsa, proveniente dalla periferia, avrebbe urtato con la parte frontale la fiancata sinistra della Bmw che procedeva da destra. A seguito dell’impatto, l’auto è stata trascinata per diversi metri, abbattendo un semaforo e pali della segnaletica verticale, prima di terminare la corsa contro una vettura proveniente dalla direzione opposta. Dai primi rilievi, il mezzo dell’azienda municipalizzata non avrebbe rispettato la precedenza a destra. All’arrivo dei sanitari, le condizioni del conducente della Bmw sono apparse subito disperate.

Bonino era in arresto cardiocircolatorio ed è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Fatebenefratelli, dove è morto poco dopo il ricovero. Il conducente del mezzo Amsa è stato invece trasportato in codice giallo all’ospedale San Carlo, mentre il conducente del terzo veicolo, un cittadino originario degli Emirati Arabi Uniti, è rimasto illeso. In una nota diffusa in mattinata, AMSA ha espresso «profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia dell’automobilista deceduto», precisando che «la società si è immediatamente messa a disposizione delle autorità competenti per contribuire a chiarire ogni aspetto dell’accaduto e accertare la dinamica dell’incidente».

La morte di Simone Bonino ha riportato alla luce una figura che, negli ultimi anni, era finita al centro di una delle inchieste giudiziarie più discusse di Milano. Il nome del quarantacinquenne era emerso nel 2020 nell’ambito del caso “Terrazza Sentimento”, il superattico con vista Duomo dove l’imprenditore Alberto Genovese, poi condannato a 6 anni, 10 mesi e 11 giorni di reclusione, avrebbe commesso violenze sessuali con uso di sostanze stupefacenti su due ragazze. Bonino, all’epoca guardia del corpo di Genovese, fu ascoltato dagli investigatori come persona informata dei fatti, senza mai essere indagato. In una sua testimonianza, l’uomo raccontò di trovarsi dietro la porta della stanza mentre Genovese abusava di una delle vittime. «Il mio compito era stare davanti alla porta e fare attenzione che non entrasse nessuno. Mi era stato detto che c’erano oggetti di valore», spiegò, chiarendo il suo ruolo di addetto alla sicurezza. Bonino era considerato un bodyguard molto conosciuto nel mondo dello spettacolo e dei vip. Il suo profilo Instagram racconta anni di lavoro al fianco di personaggi famosi: tra le immagini compaiono Mike Tyson, Zlatan Ibrahimovic, Eva Henger, Samira Lui, Massimo Boldi, Alex Belli, Enzo Paolo Turchi, Arrigo Sacchi, Zvonimir Boban. Una delle ultime foto lo ritrae proprio accanto a Samira Lui, oggi notissimo volto televisivo su Canale 5 grazie al successo di La ruota della fortuna. Pochi giorni fa aveva compiuto 45 anni e aveva festeggiato sui social con un fotomontaggio: una torta con le candeline sovrapposta a una sua immagine insieme a Mike Tyson, icona della boxe.