"Askatasuna vuol dire libertà, Askatasuna siamo tutti noi, siamo solo all'inizio": così gli antagonisti che si sono ritrovati davanti alla stazione di Porta Nuova, a Torino, per il corteo di protesta organizzato dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna dello scorso 18 dicembre. "Gli scioperi e i 'blocchiamo tutto' - hanno detto i manifestanti - sono stati solo un assaggio di quello che il popolo può fare". In migliaia (50mila secondo gli organizzatori) sono partiti in corteo da Porta Susa, Porta Nuova e Palazzo Nuovo. Di seguito la cronaca della giornata:
Ore 21.27 - Mattarella chiama Piantedosi
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha chiamato il ministro dell'Interno Piantedosi per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all'agente aggredito e a tutti gli agenti delle Forze dell'ordine che hanno subito violenze. E' quanto emerge da fonti del Quirinale.
Ore 21 - Diversi fermi tra manifestanti
Ore 20.45 - Almeno 11 feriti tra le forze dell'ordine
Sono 11 secondo una prima stima le forze dell'ordine rimaste ferite nel corso dei violenti scontri che si sono verificati oggi nel capoluogo piemontese durante la manifestazione nazionale per protestare contro lo sgombero del centro sociale.
Ore 19.59 - Forze dell'ordine liberano parte di corso Regina
La parte di Corso regina Margherita a Torino, a ridosso dell'ex centro sociale Askatasuna, è stata liberata dalle forze dell'ordine, dopo oltre un'ora di scontri, mentre i manifestanti si sono ricompattati in corso Regio Parco. Danni ingenti si registrano sulla strada, dove i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere le fiamme dei cassonetti. Sul posto c'è anche un'ambulanza.
Ore 19.42 - Aggredita troupe di Far West
La Rai "condanna con la massima fermezza la gravissima aggressione subita oggi a Torino dalla giornalista Bianca Leonardi e dal suo filmmaker, appartenenti all troupe del programma "Far West", da parte di gruppi antagonisti, incappucciati, nel corso del corteo per la riapertura di Askatasuna". Lo si legge in una nota di viale Mazzini, che ricostruisce l'accaduto: i giornalisti sono stati presi di mira, aggrediti fisicamente, minacciati e costretti ad allontanarsi con la forza, mentre venivano lanciati sassi e distrutta l'attrezzatura di lavoro.
Ore 19.38 - Sei i feriti soccorsi dai sanitari del 118
Sei persone sono rimaste ferite in maniera non grave a seguito degli scontri che si sono verificati a Torino. Lo riferisce il 118 che ha gestito il trasporto di tre persone al Cto e tre all'ospedale Giovanni Bosco. Al momento non è stato reso noto se si tratta di forze dell'ordine o manifestanti. La Centrale Operativa in occasione della manifestazione di oggi ha rafforzato il presidio delle aree interessate dalla manifestazione chiedendo la massima disponibilità di mezzi alle associazioni convenzionate con equipaggi aggiuntivi in caso di necessità. Un infermiere della Centrale è inoltre in servizio in questura per un maggiore raccordo tra la centrale operativa e gli altri enti.
Ore 19.16 - Feriti tra manifestanti e polizia
Ci sono feriti tra polizia e manifestanti negli scontri. Un uomo, non ancora identificato, si trova per terra con sangue alla testa in corso Regina Margherita, forse colpito da una pietra. Un agente è stato colpito alla gamba ed è stato accompagnato nelle retrovie dai colleghi. A oltre un'ora dall'inizio degli scontri, non si placa la guerriglia, con più incendi divampati in strada.
Ore 18.40 - Al campus blitz autonomi, la polizia carica
Il blitz degli autonomi dietro la struttura universitaria Campus Einaudi è andato avanti anche dopo il corteo con lanci di oggetti, sedie e razzi contro la polizia, che ha effettuato una carica di alleggerimento per cercare di disperdere i manifestanti.
Ore 18.15 - In due portati via dagli agenti
Almeno due manifestanti sono stati portati via dalle forze dell'ordine.
Ore 18 - Violenza e scontri al corteo
Lanci di bombe carta, razzi, pietre e fuochi pirotecnici verso la polizia da parte dei manifestanti. Gli agenti, in tenuta antisommossa e stretti in un fitto cordone, hanno risposto con idranti e lacrimogeni. È successo dopo l'arrivo di una parte del corteo in corso Regina Margherita, dove al numero 47 c'era la sede del centro sociale, deviando dal percorso previsto. Tra i manifestanti anche autonomi e gruppi di anarchici col volto coperto. Pare fossero rimasti fermi a lungo, in attesa del buio, per evitare la ripresa dei loro volti da parte delle forze dell'ordine. Sono stati incendiati alcuni bidoni, grossi cassonetti sono stati spostati al centro della strada e dati alle fiamme. Nessun contatto diretto, per ora, tra manifestanti e agenti. Nel corso degli scontri ha preso fuoco anche un mezzo della polizia, una camionetta.
Ore 17.25 - Il corteo: "Obiettivo è costruire opposizione a Meloni"
"Migliaia di persone sono in arrivo da tutta Italia per partecipare a una giornata importante che segna non la fine ma l'inizio di un'iniziativa volta a costruire un'opposizione reale al governo Meloni - hanno detto gli organizzatori - sarà una giornata lunga che vogliamo sia il più partecipata possibile. Da ore le forze dell'ordine hanno intensificato i controlli fermando le persone come se Torino fosse invasa da violenti. Vogliamo rispedire al mittente questa violenza perché violenza è militarizzare un quartiere intero".
Ore 16.04 - I manifestanti: "Ringraziamo Meloni"
"Lo dico come provocazione: ringraziamo la premier Meloni perché è lei che ha fatto sì che le persone fossero qua ed è da qui che partirà una nuova opposizione al suo governo", ha detto Stefano, portavoce di Askatasuna, prima della partenza del corteo. "Torino è partigiana. Contro governo, guerra e attacchi agli spazi sociali": questo lo striscione che riprende il manifesto disegnato da Zerocalcare in apertura del corteo di Palazzo Nuovo. "Oggi Torino ha un aspetto più bello di sempre, oggi Torino porta in alto un valore importante, quello della resistenza perché oggi siamo tutti partigiani", hanno sottolineato dal microfono.
Ore 15.36: bandiera palestinesi al corteo
"Libertà per gli arrestati nell'inchiesta sui fondi ad Hamas": bandiere della Palestina, canzoni pro-Pal e cartelli per chiedere la libertà di Mohammed Hannoun, Dawoud ed Yaser Elasaly - con riferimento all'inchiesta sui fondi ad Hamas - sono stati avvistati in testa allo spezzone di corteo partito da Torino Porta Nuova. "Intifada fino alla vittoria!", ha scandito al microfono una rappresentante dei giovani palestinesi in Italia. Più indietro ecco le bandiere No Tav, quelle delle associazioni per il Kurdistan e dei movimenti transfemministi. "Se tutte queste gocce si uniscono diventiamo uno tsunami", ha detto un'altra ragazza in testa al corteo.
Ore 15: provvedimenti urgenti per la città
Al termine del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico, il prefetto di Torino ha adottato, per le zone cittadine interessate dalla manifestazione, due provvedimenti urgenti. Con il primo si vieta la somministrazione da asporto e la detenzione di bevande in contenitori di vetro, alluminio o comunque atti all'offesa; con la seconda ordinanza, invece, è stato disposto il divieto di detenere oggetti e materiali idonei all'occultamento del viso, nonché fumogeni e materiale esplodente di qualunque natura. Il Comune, infine, è stato incaricato dei provvedimenti di viabilità, divieti di sosta, rimozione dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti e della comunicazione a operatori economici e cittadinanza. Nel dettaglio, oltre i divieti di sosta in vigore da questa mattina, sono state previste limitazioni viabili lungo il percorso dei tre cortei, alcune linee del trasporto pubblico subiscono deviazioni nell'area interessata dal passaggio dei manifestanti e la metropolitana svolge regolare servizio ma sono chiuse le stazioni metro Porta Susa e Porta Nuova.




