Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in un’intervista rilasciata a LaStampa dopo gli scontri di Torino tra manifestanti e forze dell’ordine, difende con fermezza l’operata delle forze dell'ordine.
Grazie alle identificazioni di circa 800 persone (oltre 50 straniere) nelle ore precedenti la manifestazione, e ai provvedimenti di prevenzione adottati, si è evitato un bilancio ben più grave: penetrazioni nel centro storico, occupazioni di stazioni e devastazioni maggiori. Il dispositivo di sicurezza, secondo Piantedosi, ha ridotto sensibilmente il fronte degli aggressori violenti.Il ministro descrive il corteo come avente una chiara matrice eversiva e potenzialmente terroristica, da contrastare con strumenti adeguati. Ritiene che il nuovo pacchetto sicurezza in discussione – in particolare la possibilità di fermo di polizia preventivo fino a 12 ore per soggetti già noti per intenzioni violente – avrebbe potuto rafforzare ulteriormente il filtro preventivo.Sul rischio di impunità, auspica un sistema giudiziario che riconosca questi episodi non come libera espressione, ma come tentativi organizzati di sovvertire l’ordine democratico.
Askatasuna, riunione Avs sul corteo di Torino: rottura tra Fratoianni e Bonelli?
In settimana è attesa una riunione tra Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, i leader di Avs, su quanto accaduto a ...Piantedosi rifiuta la netta distinzione tra violenti e "pacifici", denunciando un’ipocrisia diffusa. Le forze di polizia hanno riferito che molti dei cosiddetti manifestanti pacifici hanno attivamente agevolato i violenti: "È bene uscire dall’ipocrisia di una netta differenza tra questi delinquenti e la gran parte dei cosiddetti manifestanti pacifici: le forze di polizia riferiscono che a Torino, nel momento in cui la manifestazione è stata predisposta alle violenze, molti dei cosiddetti manifestanti pacifici hanno fatto scudo fisico, anche aprendo gli ombrelli, per impedire che potessero essere visti i gruppi più violenti nel momento in cui si travisavano e si attrezzavano per l’assalto e per resistere ai lacrimogeni della polizia. Lo stesso corteo ha avuto una progressione caratterizzata da una velocità che oggi, alla luce dei fatti accaduti, sembra poter fare ipotizzare un intendimento di dare copertura e di portare al più presto la manifestazione verso il principale obiettivo che era quello degli scontri", spiega in un'intervista a La stampa. Il titolare del Viminale critica inoltre chi, anche in buona fede, offre copertura politica o spazi a questi gruppi organizzati. Ritiene positivo il netto rifiuto delle violenze espresso da alcuni esponenti del centrosinistra. Infine, sulla questione degli immobili occupati, la linea è uguale per tutti: Askatasuna come CasaPound, perché ogni occupazione abusiva va contrastata in nome della legalità e della tutela della proprietà privata, a prescindere dall’orientamento politico.




