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Quanto costa l’amore: per la cura di cani e gatti spendiamo sempre di più

Attualmente si stima che un cane adulto su quattro sviluppi la malattia nel corso della sua vita, una proporzione che sale a circa il 50% nei cani con più di 10 anni. Nonostante l’elevata incidenza, molti casi continuano a essere diagnosticati tardivamente
di Daniela Mastromatteisabato 7 febbraio 2026
Quanto costa l’amore: per la cura di cani e gatti spendiamo sempre di più

3' di lettura

Arrivano in punta di zampe e in breve con la loro dolcezza e allegria giocosa ti conquistano il cuore. Creature dall’animo nobile e puro alle quali tutto viene permesso: salire sul divano, dormire nel lettone, giocare con gli abiti appena stirati. Diventano loro i padroni di casa, cuccioli un po’ ruffiani che sanno perfettamente come farsi amare, è nella loro natura. A differenza degli uomini che hanno delle pause, dei momenti di crisi, dei momenti di egoismo o mille paure, gli animali, in particolare i cani, invece amano sempre. Non hanno mai dubbi sui loro sentimenti. Amano quando ti guardano con i loro occhi dolci, quando ti seguono al guinzaglio, quando li rimproveri (e anche quando li abbandoni). «I cani non mentono su ciò che provano, perché non possono mentire sulle emozioni. Nessuno ha mai visto un cane triste che fingesse di essedetto che l’addomesticamento dei gatti fosse molto difficile. Non è vero. Il mio mi ha addomesticato in un paio di giorni». (Mai fidarsi di chi non ama gli animali).

Ma quanto siamo felici in loro compagnia, quanto bene ci fa la loro presenza? Guai a chi ce li tocca, fanno parte della famiglia. E li trattiamo come tali. Lo sanno bene i nove milioni di italiani che convivono coni cani e i 13 milioni con i gatti. Averli nella nostra vita non solo ci rende migliori, ma consente di ridurre del 15% il ricorso alle visite mediche tra gli anziani. I benefici sul fronte della salute sono molteplici e il solo fatto che gli animali domestici siano un antidoto alla solitudine e agli stati di malessere ad essa associati fa sì che questo sia un contributo positivo anche per la società. Il risparmio potenziale per il Servizio sanitario nazionale è infatti stato stimato in circa 4 miliardi di euro ogni anno. Ci sono però altri dati, in questi giorni, che ci fanno preoccupare (e molto) che danno il cancro come una delle principali malattie croniche negli animali da compagnia. Attualmente si stima che un cane adulto su quattro sviluppi la malattia nel corso della sua vita, una proporzione che sale a circa il 50% nei cani con più di 10 anni. Nonostante l’elevata incidenza, molti casi continuano a essere diagnosticati tardivamente, non per assenza di segnali, ma perché questi vengono spesso sottovalutati o attribuiti al normale processo di invecchiamento. Nei cani, i tipi di cancro più frequenti sono i tumori mammari, i linfomi, i tumori della pelle come mastocitomi e melanomi, gli osteosarcomi (tumore osseo) e gli emangiosarcomi.

Nei gatti si riscontrano soprattutto linfomi, tumori mammari e carcinomi a cellule squamose. «Alcune razze mostrano una maggiore predisposizione a sviluppare determinati tipi di cancro. Ad esempio, i Golden Retriever e i Boxer presentano un’incidenza più elevata di linfomi, emangiosarcomi e mastocitomi, mentre razze di grande taglia come il San Bernardo o l’Alano sono maggiormente predisposti agli osteosarcomi», spiega la dottoressa Paola Valenti, medico veterinario specialista in Oncologia presso AniCura Clinica Veterinaria Malpensa. Oltre alla predisposizione genetica, esistono altri fattori che influenzano il rischio di sviluppare questa brutta malattia. La sterilizzazione precoce delle femmine, ad esempio, riduce significativamente il rischio di tumori mammari, uno dei tumori più comuni nelle femmine non sterilizzate. Anche i fattori ambientali e lo stile di vita giocano un ruolo importante: l’esposizione prolungata al sole può aumentare il rischio di tumori della pelle negli animali dal pelo chiaro o con zone di pelle esposta, così come l’obesità, la sedentarietà e l’esposizione a determinati agenti chimici o inquinanti possono contribuire allo sviluppo della malattia.

Sebbene non tutti i tumori possono essere prevenuti, esistono accorgimenti e misure preventive che i proprietari possono adottare per ridurre il rischio e facilitare la diagnosi precoce: «Molti proprietari tendono a normalizzare cambiamenti nel comportamento o nella salute dei loro animali come parte dell’invecchiamento. Tuttavia, sintomi come perdita di appetito, rapido dimagrimento, masse o gonfiori addominali, ferite che non guariscono o stanchezza eccessiva possono essere indicatori di cancro e meritano sempre una valutazione veterinaria. Una diagnosi tempestiva ci permette di offrire più opzioni terapeutiche e, soprattutto, di preservare la qualità della vita dell’animale per più tempo», avverte la Valenti. Per fortuna che la medicina veterinaria ha registrato notevoli progressi nel campo dell’oncologia. Attualmente sono disponibili diverse opzioni terapeutiche, che vanno dalla chirurgia e chemioterapia alla radioterapia e immunoterapia. I protocolli vengono adattati individualmente, avendo sempre come priorità il comfort e il benessere, con l’obiettivo di prolungare la vita senza comprometterne la qualità.
Purtroppo però le spese veterinarie annuali sono sensibilmente aumentate in me.