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Garlasco, alle Iene il monologo di Vitelli: "Perché ho assolto Alberto Stasi"

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lunedì 23 febbraio 2026
Garlasco, alle Iene il monologo di Vitelli: "Perché ho assolto Alberto Stasi"

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A Le Iene, il programma in onda su Mediaset, è andato in scena il monologo di Stefano Vitelli, il giudice che 17 anni fa assolse Alberto Stasi per l'omicidio di Chiara Poggi. Un discorse che, oltre al caso del delitto di Garlasco, fa riflettere sul mondo in cui viviamo.

"17 anni fa ho assolto Alberto Stasi - ha detto il giudice -. L'ho assolto perché avevo più di un dubbio sulla sua colpevolezza. Ma il ragionevole dubbio non è solo un principio giuridico, per cui in caso di incertezza è preferibile non correre il rischio di avere un colpevole fuori piuttosto che un innocente in carcere. Il dubbio è anche, e prima ancora, una fondamentale risorsa nella vita di ciascuno di noi. Quando prendiamo una decisione importante, di qualunque natura sia, il dubbio ci invita a mettere in discussione le nostre intenzioni, a non fermarci alla soluzione più semplice e rassicurante, a non assecondare le aspettative degli altri. È faticoso ascoltare i nostri dubbi, certo, ma è anche una responsabilità che non dobbiamo respingere".

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E ancora: "Ma siamo ancora in grado di dubitare? Nel mondo super veloce ed efficiente di oggi, siamo ancora in grado di dire: 'non lo so'? I nostri figli, che ogni giorno sui social, sono chiamati a esprimere le loro opinioni alzando o abbassando il pollice, sono ancora in grado di articolare una risposta che non sia solo un mi piace o un non mi piace? I nostri ragazzi, che spesso all'università e nei concorsi devono solo sbarrare la casella esatta in modo da rendere la selezione più veloce e oggettiva, sono ancora in grado di dire 'forse' motivandone le ragioni? Il punto è che in un mondo dove tutto deve essere sempre netto ed esatto, mentre noi continuiamo invece a essere fallibili, il dubbio resta una risorsa fondamentale perché ci permette di arrivare a soluzioni più solide. E poco importa se ci vuole più tempo o più fatica, poco importa se alla fine l'esito non è bianco o nero. Sarà meno spettacolare, ma più giusto".