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Sempio a Dritto e rovescio, la vignetta hard: "I video intimi di Chiara e Alberto che conoscono tutti"

venerdì 13 marzo 2026
Sempio a Dritto e rovescio, la vignetta hard: "I video intimi di Chiara e Alberto che conoscono tutti"

3' di lettura

"Carnefice". Così Andrea Sempio, indagato nell'inchiesta della procura di Pavia sull'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, ha risposto in un'intervista in onda questa sera a Dritto e rovescio su Rete 4 alla domanda di Paolo Del Debbio se Alberto Stasi, condannato in via definitiva per quello stesso delitto, sia una vittima o un carnefice.

Nonostante non abbia "visto le carte dei processi che l'hanno portato alla condanna" e consapevole del fatto che la "materia non è così semplice", Sempio osserva però che "nella parte che ho potuto seguire, non ho trovato nulla che smonti le vecchie condanne. Quindi io a oggi quella condanna non la vedo come ingiusta, non vedo nulla che le vada a smontare per ora. Quindi sì, per me è il carnefice".

Il 38enne amico di Marco Poggi, fratello della vittima l'allora fidanzato di Chiara ribadisce di non averlo "mai conosciuto. Io lui non l'ho mai frequentato, non ci ho mai parlato". Nemmeno un incontro nella villetta di via Pascoli? "No, mai. Che è la stessa cosa che penso abbia sempre riferito anche lui. Mi è capitato solo una volta, l'ho già raccontato altre volte, era già successo il delitto e tutto. Eravamo in un locale di Garlasco a cena io e i miei amici e c'era lui in un altro tavolo. Noi eravamo col Marco e allora abbiamo cercato con il proprietario di cambiare tavolo in modo che non si incrociassero. Quella è stata l'unica volta che io l'ho incrociato dal vivo. Però non ci ho mai parlato, mai scambiato una parola, niente".

L'intervista è lunga, approfondita, a tratti intima e quasi confidenziale. Del Debbio gli chiede conto di molti punti controversi emersi in questi mesi di inchiesta. Per esempio, la frase scritta in un suo diario, "Ho fatto cose inimmaginabili...". "Che vuol dire?", domanda il giornalista. "Io credo che fosse una frase dopo una giornata folle, come voler dire 'oggi ho fatto i salti mortali, ho smosso mari e monti. Non era una frase che aveva chissà che significato". "Scrivere - prosegue Sempio - è un ottimo modo per scavare dentro se stessi, andare a fondo in una emozione, tirare fuori tutto quello che pensi perché è una cosa tra te e il foglio. Ma oggi non scrivo più perché non mi fido". E ancora: "Prima leggevo tantissimo ma oggi non riesco più. Quando leggo qualcosa che non riguarda il caso, c'è una parte di me che dice 'stai perdendo tempo'".

Quindi le telefonate a casa Poggi nei giorni immediatamente precedenti al delitto: "Avevo chiamato per cercare Marco. Dovevamo andare in vacanza insieme, da lì a una settimana. La prima chiamata di 2 secondi è un errore, avevo in rubrica il numero di casa e quello di Marco. La seconda di 8 secondi è per chiedere se Marco era in casa. Il giorno dopo, non riuscendo a contattarlo, richiamo a casa per chiedere quando sarebbe tornato. Se non mi credano, diano una spiegazione alternativa a quelle chiamate". 

Capitolo vignetta hard postata da Sempio il giorno della condanna di Stasi: un disegno con una ragazza e un ragazzo, lei mora e lui biondo, a torso nudo su un letto. Secondo i complottisti, sarebbero Chiara e Alberto. "Sono ritratti come nei loro video intimi che conoscono tutti, lei li ha mai visti?", chiede Del Debbio. "No - replica secco Sempio -. E poi quelli non sono Chiara e Alberto, è una vignetta di un artista sul Piccolo Principe, uno dei miei libri preferiti. E l'ho postata mezz'ora prima della sentenza su Stasi".