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Cristiano Lucarelli, il figlio assolto dall'accusa di stupro e lui sbrocca: urla e insulti, sfascia una colonnina in tribunale

venerdì 24 aprile 2026
Cristiano Lucarelli, il figlio assolto dall'accusa di stupro e lui sbrocca: urla e insulti, sfascia una colonnina in tribunale

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Rabbia e gioia. Cristiano Lucarelli ha reagito alla assoluzione del figlio Mattia Lucarelli sotto processo per stupro, insultando i giornalisti che gli chiedevano un commento a caldo: "Falsi, venduti... voglio vedere se fate i titoli o titoloni. Luridi, per quattro anni ci avete infamato...". E nel corridoio del Tribunale di Milano, ha esultato sfasciando una colonnina.

Il figlio dell'ex attaccante di Torino, Lecce e Livorno è stato assolto "perché il fatto" non sussiste. L'accusa era di violenza sessuale di gruppo (insieme ad altri 4 amici) ai danni di una studentessa statunitense. In primo grado, al termine del processo con rito abbreviato, Lucarelli Junior anche lui calciatore, era stato condannato a 3 anni e 7 mesi. "Abbiamo rovinato la festa a tutti", dice puntando il dito contro i cronisti in attesa, da oltre due ore, del verdetto pronunciato a porte chiuse (rito abbreviato). Prima delle parole e delle urla di gioia dei parenti degli imputati, l'ex attaccante - apprendendo dell'assoluzione - ha colpito con violenza un totem informativo facendolo rovinare rumorosamente a terra davanti agli occhi stupiti dei carabinieri. 

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Secondo la ricostruzione della procura il gruppo di amici aveva conosciuto la 22enne fuori da una discoteca in zona Sempione a Milano. La ragazza era salita in auto chiedendo di essere portata a casa, ma i cinque l'avevano condotta nell'abitazione del calciatore. Al centro del processo c'erano le condizioni della giovane al momento del rapporto sessuale. Per i consulenti dell'accusa la 22enne era alterata, tanto da essere "incosciente", e di questo stato i cinque amici ventenni si sarebbero approfittati. Secondo i consulenti delle difese, invece, la ragazza (risarcita e ora non parte civile nel processo d'appello) non si trovava in uno stato di alterazione tale da essere incapace di esprimere il consenso e anzi, sostiene la difesa coi suoi esperti, il suo tasso alcolemico era sotto lo 0.5, quello che permette di guidare. Per i presunti abusi (registrati anche in alcuni video dei cellulari) i due giocatori erano finiti anche in arresto (domiciliari).

"E' l'esito che ci aspettavamo - ha commentato invece l'avvocato Leonardo Cammarata, difensore di Lucarelli Junior -. Lo avevo detto dopo il primo grado. I processi vanno così, si accettano, penso che in questo caso sia andato secondo giustizia".