Nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi si apre un nuovo fronte tecnico grazie alla consulenza di Armando Palmegiani, esperto di scena del crimine incaricato dalla difesa di Andrea Sempio.Palmegiani contesta direttamente la ricostruzione della Procura di Pavia. Secondo i pm, dopo aver ucciso Chiara l’aggressore avrebbe lavato le mani nel lavandino della cucina e sarebbe poi tornato nel vano scale per controllare la posizione della vittima. Questa sequenza, per il consulente della difesa, è "poco compatibile con il quadro delle tracce fisiche" emerse dalla Bloodstain Pattern Analysis (BPA).Tra i punti contestati anche l’impronta palmare numero 33, che per gli inquirenti aveva un certo rilievo: secondo Palmegiani non presenta caratteristiche sufficienti per un’attribuzione certa e non sarebbe riconducibile a Sempio.
La ricostruzione alternativa proposta è nettamente diversa: l’aggressore, uscito dal vano scale, si sarebbe diretto verso il bagno (posto frontalmente rispetto alla rampa) per verificare allo specchio la presenza di tracce su di sé e procedere a una sommaria detersione.
Garlasco, Simonetta Matone inchioda Sempio: "In tre hanno mentito. Perché?"
Si continua a dibattere del delitto di Garlasco e lo si fa anche a È Sempre Cartabianca, il programma d’app...Lì avrebbe usato un asciugamano per pulire le mani e, molto probabilmente, per avvolgere l’arma del delitto, evitando ulteriori gocciolamenti.Non risultano invece elementi oggettivi che dimostrino un lavaggio nel lavandino della cucina (mancano gocciolamenti e reazioni al luminol nel sifone). Successivamente l’omicida sarebbe entrato in cucina per cercare un contenitore (come una busta o un sacchetto) utile a occultare arma e asciugamano. Completata questa operazione di messa in sicurezza, si sarebbe allontanato dalla porta d’ingresso principale. Questa perizia rappresenta un attacco mirato ai pilastri della ricostruzione accusatoria.




