Massimo Lovati non intende patteggiare. L'ex avvocato di Andrea Sempio, di fronte alla querela dei colleghi Enrico e Fabio Giarda - figli dello storico difensore di Alberto Stasi - non chiederà riti alternativi. Per lui l'inchiesta contro Sempio del 2017 altro non è che una "macchinazione". "Parte dell'indagine del 2017 è stata riversata nel processo di oggi, quindi c'è una certa continuità, potrebbero essere interdipendenti", sono state le parole del 38enne indagato per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. Lovati è entrato questa mattina in Tribunale a Milano per l'udienza pre-dibattimentale del processo che lo vede imputato di diffamazione per aver offeso "la reputazione e l'onore" degli avvocati dello Studio Giarda il 13 marzo 2025, quando ha definito l'indagine condotta nel 2017 su Sempio come "il risultato di una macchinazione orchestrata dalla difesa dello Studio Giarda".
Oggi non accadrà "nulla", ha spiegato per poi aggiungere: "Io non patteggio, non chiedo la messa alla prova". Addirittura, "più avanti" potrebbe fare delle nuove dichiarazioni che riguardano la "macchinazione del 2017, quello per cui sono qua". Lovati, infatti, è finito indagato e poi imputato dal pm di Milano Fabio de Pasquale per la frase pronunciata fuori dalla Caserma Montebello di via Monti del Comando Legione carabinieri Lombardia, in cui il suo assistito si era recato oltre un anno fa per il prelievo del Dna dopo la riapertura delle indagini sull'omicidio.
Quarto Grado, scontro Bruzzone-Lovati:"Ma vattela a prendere...", "Spegnete il microfono!"
Nella puntata di Quarto Grado del 22 maggio, condotta da Gianluigi Nuzzi, è andato in scena uno dei momenti pi&ug...Nell'imputazione per diffamazione, nata dalla querela dei colleghi Enrico e Fabio Giarda, figli dello storico difensore di Alberto Stasi, il professor Angelo Giarda, al 73enne di Vigevano sono contestate anche le affermazioni rese davanti alle telecamere di TG1, TG2, TG3, SkyTG24, La7, Mediaset, Milano Pavia TV, Fanpage, Antenna 3 e trasmissioni come Quarto Grado, Le lene, Mattino Cinque, in cui ha detto che l''istruttoria del 2017" su Sempio "è stata frutto di una manipolazione organizzata dagli investigatori dello studio degli avvocati difensori di Stasi", che avrebbero "clandestinamente prelevato il Dna al mio assistito" nel 2016.




