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Cinque Terre, il mare e la tragedia annunciata: cosa accadrà in un decennio

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martedì 9 giugno 2026
Cinque Terre, il mare e la tragedia annunciata: cosa accadrà in un decennio

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Le Cinque Terre a rischio per l’innalzamento del mare: in pericolo soprattutto le spiagge di Monterosso e Vernazza, che potrebbero essere colpite da allagamenti dal 2030 al 2150. L'acqua, però, non arriverebbe a bagnare solo le spiagge e i porticcioli, ma anche i due borghi, con l’aumento del livello del mare tra 0,60 e 1,17 metri, e picchi d’onda fino a 13 metri. Non verrebbe risparmiata nemmeno la ferrovia, che è vicina alla costa e rappresenta il collegamento principale dei borghi al resto del territorio. Questo quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista scientifica Remote Sensing da un team internazionale di ricercatori. Vi hanno partecipato l’Ingv, l’Istituto di Geologia (Igag) del Cnr, il Dipartimento di Ingegneria dell’Università della Basilicata, il Parco nazionale delle Cinque Terre, l’Università Aristotele di Salonicco, l’Osservatorio astronomico Lesia di Parigi e l’Università Radboud di Nimega.

"Lo studio parte da un progetto europeo il cui obiettivo è informare gli stakeholder e gli amministratori dell’aumento del livello del Mediterraneo, a 150 anni, per impostare misure adeguate - ha spiegato a Repubblica il coordinatore Marco Anzidei, dirigente di ricerca dell’Ingv -. In Italia, abbiamo analizzato altre 39 zone costiere: da qui al 2150 circa 10mila chilometri quadrati saranno allagati, dalla Versilia al Ravennate, fino a Venezia e alla costa del Lazio. Anche l’aeroporto di Fiumicino, così come il Marco Polo di Venezia hanno uno scenario critico per l’innalzamento del mare".

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Il focus, però, si è concentrato sulle Cinque Terre "perché è un sito Unesco ad altissimo valore ambientale e la Liguria è la regione italiana che ha registrato il massimo numero di eventi estremi e con la maggiore frequenza, secondo i dati Legambiente 2025", ha detto Anzidei. Il presidente del Parco delle Cinque Terre, Lorenzo Viviani, ha fatto sapere che si stanno già prendendo delle contromisure: "Il valore di questo studio è fornire strumenti utili per orientare le scelte future. È lo stesso approccio che ci ha da poco portato ad approvare il primo Piano di adattamento ai cambiamenti climatici realizzato da un Parco in Italia, qui mare e terra sono strettamente legati e ciò che accade a uno si riflette sull’altra. La conoscenza scientifica è la base della gestione del rischio e per una pianificazione di lungo periodo".

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