Con l’arrivo della stagione estiva, il Trentino torna a proporsi come una delle destinazioni alpine di riferimento per chi desidera vivere la montagna nella sua dimensione più autentica: camminando lungo sentieri in quota, pernottando nei rifugi, affrontando vie ferrate e scoprendo panorami che cambiano a ogni passo. Un patrimonio naturale ricco e diversificato, che spazia dalle Dolomiti di Brenta al Lagorai, dal gruppo Ortles-Cevedale alle Pale di San Martino, fino agli affacci sul Garda Trentino.
Ambienti diversi, accomunati da un invito chiaro: avvicinarsi alla montagna con preparazione, prudenza e attenzione alle proprie capacità. Trekking in quota: da rifugio a rifugio Il trekking tra i rifugi è una delle esperienze più rappresentative dell’estate in Trentino. Camminare per più giorni, seguendo sentieri che collegano una valle all’altra, permette di entrare in contatto con il carattere più profondo della montagna: il ritmo lento del passo, la semplicità della vita in quota, l’accoglienza dei rifugi e la varietà dei paesaggi alpini.

Dalle dorsali erbose ai grandi gruppi dolomitici, dalle aree modellate dai ghiacci alle conche d’alta quota punteggiate da laghi alpini, ogni itinerario racconta una diversa anima del territorio. I rifugi diventano punti di riferimento lungo il cammino: luoghi di sosta, incontro e ripartenza, dove l’esperienza escursionistica si arricchisce di relazioni, racconti e ospitalità. Tra gli itinerari più iconici figura il Giro dei rifugi nelle Dolomiti di Brenta, con partenza da Vallesinella e passaggio dai rifugi Casinei, Tuckett e Brentei. Un percorso ad anello di grande fascino, affacciato sul maestoso Crozzon di Brenta e sui profili dell’Adamello-Presanella. $ un’escursione classica, di media difficoltà ma di lunga percorrenza, adatta a chi desidera vivere una giornata intensa tra alcuni dei rifugi più conosciuti del Brenta.
Nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, il Rifugio Cevedale “Guido Larcher” rappresenta invece una base privilegiata per scoprire il gruppo Ortles-Cevedale. Da qui si aprono itinerari verso cime e ambienti d’alta quota, oltre al suggestivo giro dei Laghi del Cevedale, che attraversa conche alpine e specchi d’acqua come il Lago Marmotte, il Lago Lungo, il Lago Nero e il Lago del Careser. Un territorio in cui la dimensione naturalistica è particolarmente forte, anche perla possibilità di avvistare camosci, marmotte, cervi, pernici bianche e aquile.

Nelle Dolomiti di Brenta, l’anello tra Rifugio Cacciatore e Rifugio Agostini, nell’alta Val d’Ambiez, offre un’esperienza di grande impatto paesaggistico. Il percorso si sviluppa ai piedi di cime imponenti come Cima Ambiez, Cima Tosa e Cima Brenta, in un ambiente severo e spettacolare. L’accesso al Rifugio Cacciatore da San Lorenzo in Banale, tramite servizio jeep shuttle, aggiunge un ulteriore elemento di originalità all’esperienza. Il trekking può diventare anche occasione per unire montagna, memoria e grandi panorami. $ il caso dell’itinerario di due giorni con notte al Rifugio Pernici, sopra il Garda Trentino.
Dal fondovalle si sale tra boschi di lecci, faggi e conifere, fino al rifugio, noto anche per la proposta gastronomica legata alla cucina trentina. Il rientro si sviluppa lungo un crinale panoramico tra Garda Trentino e Valle di Ledro, con viste che spaziano dalle Dolomiti di Brenta ai laghi di Garda, Molveno e Ledro. Il secondo giorno il cammino incontra inoltre il Sentiero della Pace, itinerario di lunga percorrenza che collega luoghi significativi del fronte della Grande Guerra, tra trincee e resti di baraccamenti.

Nel Lagorai, infine, l’Alta Via del Granito propone una traversata ad anello nel gruppo Cima d’Asta – Cime di Rava. Tre giorni di cammino lungo antichi sentieri ed ex strade militari, tra paesaggi naturali, malghe, alpeggi e testimonianze della Prima Guerra Mondiale. Un itinerario escursionistico che richiede un minimo di allenamento, ma che restituisce un’immersione profonda in uno degli ambienti più autentici del Trentino orientale. La varietà dei percorsi consente di scegliere l’esperienza più adatta al proprio livello, ma la preparazione rimane un elemento essenziale.
Prima di partire è importante valutare distanze, dislivelli, tempi di percorrenza e condizioni meteo, contattare i rifugisti per informazioni aggiornate e, in caso di itinerari tecnici o se si è alle prime esperienze, affidarsi a una Guida Alpina o a un Accompagnatore di Media Montagna. Vie ferrate la montagna verticale Le vie ferrate rappresentano una delle esperienze più intense per vivere la montagna trentina da una prospettiva diversa. Cavi metallici, staffe, scalette, ponti sospesi e passaggi attrezzati consentono di muoversi su pareti rocciose, forre e crinali, avvicinando l’escursionismo alla dimensione dell’alpinismo.

In Trentino l’offerta è ampia e diversificata: dai percorsi più accessibili, adatti a chi si avvicina per la prima volta a questa attività, fino agli itinerari più impegnativi, pensati per escursionisti esperti e ben allenati. In ogni caso, la ferrata richiede sempre attrezzatura adeguata, preparazione fisica e mentale, conoscenza della tecnica di progressione e valutazione attenta delle condizioni meteo. Per chi desidera iniziare, il territorio propone diverse ferrate con difficoltà contenuta.
La Ferrata Rio Sallagoni, in Valle del Sarca, si sviluppa all’interno di una forra e conduce, attraverso un breve sentiero finale, fino a Castel Drena. È un percorso suggestivo, adatto anche alle famiglie con bambini di altezza superiore ai 140 centimetri, che alterna il cammino lungo il torrente a tratti attrezzati. In Val di Fiemme, la Ferrata dei Laghi – Cermiskyline, con il percorso “Bombasèl Highway”, offre un anello sull’Alpe Cermis tra laghi alpini e brevi passaggi sospesi. Dalla cima del Castel di Bombasèl si aprono vedute sulle vette della Val di Fiemme e Fassa e sulle montagne più selvagge del Lagorai.

Tra le ferrate più adatte ai principianti rientra anche il Burrone Giovanelli, in Piana Rotaliana, un itinerario che conduce verso il Monte di Mezzocorona attraverso un canyon di grande suggestione, tra salti di roccia e cascate. In Valle di Ledro, la Ferrata Fausto Susatti a Cima Capi offre invece panorami privilegiati sul Lago di Garda e sulla Valle di Ledro, con un itinerario semplice ma appagante anche per escursionisti più esperti.
Completano il quadro delle proposte accessibili la Ferrata Rio Secco, in Piana Rotaliana, considerata una classica preparazione a itinerari più impegnativi, e la Ferrata didattica Val di Scala, in Valle del Vanoi, ideale per neofiti e famiglie, con passaggi accanto a una cascata e un ponte tibetano di 12 metri. Accanto ai percorsi introduttivi, il Trentino offre anche itinerari verticali di maggiore impegno, rivolti a escursionisti esperti. La Via delle Bocchette, nel Gruppo di Brenta, è tra le più celebri vie d’alta quota delle Dolomiti: un articolato sistema di sentieri attrezzati che attraversa cenge sospese e ambienti spettacolari, regalando una delle esperienze più emblematiche dell’alpinismo dolomitico.
In Paganella, la Ferrata delle Aquile propone un tracciato spettacolare e aereo, accessibile dalla cima della Paganella con gli impianti di risalita e pensato per escursionisti esperti con buona preparazione fisica. Nel gruppo del Catinaccio, la Ferrata Catinaccio d’Antermoia conduce fino alla croce di vetta a 3.002 metri, dopo un avvicinamento attraverso la Valle del Vajolet e il Rifugio Passo Principe, per poi scendere verso la conca di Antermoia. Tra le ferrate più tecniche figura la Rino Pisetta, realizzata nel 1982 e considerata tra le più impegnative d’Italia per verticalità ed esposizione. Dalla cima del Piccolo Dain lo sguardo si apre sulla Valle dei Laghi, tra vigneti e specchi d’acqua. Le Pale di San Martino ospitano invece la Ferrata del Porton, itinerario verticale e suggestivo, con lungo avvicinamento e passaggi esposti, ma attrezzati con staffe nei punti più impegnativi.
Di grande carattere anche la Ferrata Ottorino Marangoni, a Mori, una delle più difficili e spettacolari dell’arco alpino, rinnovata nel 2014 e nota per i traversi esposti con vista sull’abitato sottostante. La Ferrata Signora delle Acque – Rio Ruzza, costruita nei pressi della cascata del Sajant, propone infine un percorso breve ma atletico, con tratti verticali e ponti sospesi che la rendono adatta a escursionisti allenati e con esperienza. Tra le novità della stagione si inserisce anche la futura Ferrata della Miniera dell’Erdemolo, pensata come proposta integrativa alla visita della miniera Erdemolo/Gruab va Hardimbl. Dopo l’esplorazione della montagna nelle sue profondità, il percorso consentirà di viverne anche la dimensione verticale, collegando l’area della strada forestale Laner al sentiero alpino E324.





