Parole che pesano, quelle di Papa Leone XIV rivolte agli Usa nel corso di un collegamento video con Filadelfia. Parole che piovono alla vigilia della visita a Lampedusa e che suonano anche come un'aspra critica a Donald Trump e alle sue politiche sull'immigrazione.
Il Pontefice è intervenuto in videocollegamento all'Independence Mall, dove il National Constitution Center gli ha conferito la Liberty Medal. Alla vigilia delle celebrazioni per i 250 anni della Dichiarazione d'Indipendenza americana, il primo Papa statunitense della storia ha scelto di evocare i principi fondativi degli Stati Uniti, ricordando le parole di Thomas Jefferson e sui diritti considerati "inalienabili": "la vita, la libertà e la ricerca della felicità".
Nel suo intervento, Leone XIV ha ricordato il ruolo svolto dall'America nell'accoglienza di milioni di persone provenienti da ogni parte del mondo. "In questi ultimi duecentocinquanta anni, per tanti popoli in tutto il mondo, è stata proprio la ferma determinazione a realizzare la nobile visione dei fondatori della nazione a rendere l’America sinonimo di libertà, mentre il Paese apriva le sue porte a ondate successive di immigrati, consentendo a loro e ai loro figli di contribuire a plasmare il futuro della nazione".
Chiaro l'intento di marcare le distanze da Trump. Leone XIV ha poi aggiunto: "È stato proprio questo stesso amore per la libertà a ispirare gli Stati Uniti, nei momenti più bui del secolo scorso, all’epoca delle due guerre mondiali, a guardare oltre sé stessi e, con grandi sacrifici, a difendere la causa della libertà al di là dei propri confini".
Il Pontefice ha inoltre auspicato "un dibattito pubblico caratterizzato da moderazione", richiamando il valore dell'unità nazionale, elemento che a suo giudizio ha rappresentato una delle principali forze del sogno americano.
Intanto cresce l'attesa per la visita di venerdì a Lampedusa. Invitato dalla Casa Bianca alle celebrazioni del 4 luglio, Leone XIV ha preferito recarsi sull'isola simbolo delle migrazioni, lo stesso luogo in cui nel 2013 Papa Francesco denunciò la "globalizzazione dell’indifferenza". Per l'arcivescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano, quella del Pontefice è "un messaggio chiaro", una "carezza a quegli uomini e a quelle donne che a Lampedusa hanno trovato la fine del loro viaggio", ma anche un segnale contro la "remigrazione", nel solco del percorso che Leone XIV sta portando avanti negli ultimi mesi.




