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Fakir "in preda a crisi psichiatrica": la telefonata che spiega molte cose

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lunedì 20 luglio 2026
Fakir "in preda a crisi psichiatrica": la telefonata che spiega molte cose

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Nella richiesta di intervento del 118, i poliziotti intervenuti ieri, domenica 19 luglio, al quartiere Pilastro di Bologna avrebbero parlato di un uomo in preda a una crisi psichiatrica. Questo quanto risulterebbe dai primi accertamenti svolti dalla Procura di Bologna sulla morte del 43enne marocchino Abderrahim Fakir, morto durante un controllo di polizia. Le forze dell'ordine erano intervenute dopo diverse segnalazioni da parte dei residenti della zona, che avevano parlato di una persona "in forte stato di agitazione". A far scattare l'allarme il fatto che l'uomo, pochi istanti prima dell'arrivo degli agenti, se la sarebbe presa con il conducente di un'auto che stava entrando in un garage. 

Se alcuni esponenti politici, soprattutto di sinistra, stanno già giungendo a conclusioni, la Lega invece è intervenuta su X scrivendo: "Applicata la norma voluta dalla Lega. Giù le mani dalla Polizia". Nelle scorse ore, inoltre, ha detto la sua anche il leader del Carroccio Matteo Salvini che, durante un sopralluogo a Brescia al cantiere dell'autostrada della Val Trompia, ha dichiarato: "Sto sempre e comunque dalla parte dei poliziotti. Aspettiamo di capire cosa è successo. Gli agenti avevano le bodycam e ci sono i filmati e capiremo". E ancora: "Gli agenti erano stati chiamati dai cittadini per intervenire e quello che è successo lo capiremo".

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Mentre gli agenti immobilizzavano l'uomo, intorno c'erano anche i sanitari della Croce rossa, accusati ora di non essere intervenuti. L'associazione di Bologna, sentita dall'Ansa, ha risposto dicendo: "Scatenato dai social, c'è un attacco verso un'istituzione che per suo principio soccorre indiscriminatamente tutti i cittadini. Questo ci ferisce e ferisce i soccorritori, che oggi vengono additati a persone che non hanno fatto il loro dovere". I quattro soccorritori, nel caso di Fakir, "erano lì, in attesa di poter intervenire. Non è pensabile che potessero farlo su un soggetto che in quel momento era sotto le mani delle forze dell'ordine. Quando ci è stato concesso farlo, siamo intervenuti", ha aggiunto la Croce Rossa.

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