Libero logo
OPINIONE

A chi serve disarmare chi ci difende?

martedì 21 luglio 2026
A chi serve disarmare chi ci difende?

2' di lettura

“Omicidio di Stato”, strepita la sinistra scrivendo una sentenza che non sta in piedi comunque sia andata la morte dell’immigrato durante un fermo di Polizia a Bologna. Primo: nessuno ancora sa la causa del decesso; secondo: lo Stato non è intervenuto motu proprio per imporre la sua autorità bensì è stato chiamato a soccorrere cittadini che hanno chiamato la Polizia in quanto si sono sentiti in pericolo per le violente escandescenze di uno che apparteneva alla loro comunità; terzo: se qualche cosa è andato storto durante le operazioni di fermo certamente parliamo di un incidente, non di una volontà omicida. Eppure la sinistra non sente ragione, il suo è un riflesso condizionato: tra l’orefice rapinato e i suoi rapinatori si sta con i secondi; tra i poliziotti che stanno facendo il loro lavoro e l’immigrato fuori di testa si sta con l’immigrato; tra i manifestanti violenti e le forze dell’ordine che cercano di contenere i danni a cose e persone, viva i manifestanti.

Logica e banale buon senso vorrebbero che chiunque, di destra o di sinistra che sia non importa, almeno fino a prova contraria stia dalla parte degli aggrediti e non degli aggressori, di chi prova - magari anche commettendo errori - a difendere la legalità e non a cavalcarla. L’odio della sinistra per le Forze dell’ordine affonda le sue radici nella repressione delle prime lotte operaie all’inizio del secolo scorso, contrapposizione poi rinverdita con gli scontri tra la Polizia e i movimenti pseudo rivoluzionari nella sciagurata stagione sessantottina.

Pasolini cercò inutilmente di rimettere le cose al loro posto ricordando, da sinistra, che in realtà i proletari erano i poliziotti e i borghesi i manifestanti. Niente, il cancro dell’anti Stato da quelle parti è duro a morire, al punto di far passare per parte debole della società – in tal caso giustamente da preservare – anche chi quella società e le sue regole di pacifica convivenza le aggredisce e violenta. La domanda banale è: tutto questo a pro di chi, se quando anche uno di loro si sente minacciato o in pericolo la prima cosa che fa è chiamare la Polizia sperando pure che faccia in fretta ad arrivare?