Svolta nell'inchiesta sul delitto di via Poma: secondo un'esclusiva di Repubblica, sarebbero state analizzate tracce di Dna di sette persone, cinque uomini e due donne, mai indagate prima. Tracce che verrebbero ora comparate con quelle isolate sul corpetto, sul reggiseno e sui calzini di Simonetta Cesaroni, la giovane massacrata con 29 coltellate il 7 agosto 1990 mentre era in ufficio a Roma, zona Prati. Il Dna dei sette sarebbe stato recuperato in vari modi, da un bicchiere d'acqua lasciato sul tavolo o da una tazzina di caffè appena svuotata.
Secondo Rep, non si tratterebbe di un controllo di routine. Sarebbe piuttosto il segnale di un'inchiesta, per ora a carico di ignoti, che continua ad allargarsi. Un modo per provare a risolvere un cold case lungo 36 anni. Lo scorso 4 giugno, la procura ha disposto un “accertamento tecnico irripetibile” affidato ai Ris dei carabinieri. E al centro ci sarebbero sette persone mai entrate formalmente nell'inchiesta. Secondo quanto trapelato, si tratterebbe di cinque professionisti, di cui uno di altissimo livello, e due persone molto vicine a chi lavorava negli uffici di via Poma. Dalla comparazione tra il loro Dna e le tracce trovate sul corpo della Cesaroni, si spera possa venir fuori un nome rimasto nascosto per anni.
Il segreto della morte di Simonetta va cercato nell’ufficio del delitto
Simonetta Cesaroni, 21 anni ancora da compiere, è stata assassinata il 7 agosto di 35 anni fa nell’ufficio ..."Siamo in un momento tanto delicato quanto proficuo delle indagini – ha spiegato l'avvocata della famiglia Cesaroni Federica Mondani - gli inquirenti coordinati dal pm Alessandro Lia stanno procedendo a passi veloci senza trascurare nulla. Si stanno utilizzando le più moderne tecniche scientifiche, vengono ascoltate persone che possono aver visto o sapere e vengono finalmente messi a sistema tutti gli elementi investigativi. La famiglia continua a credere che il tempo possa trasformarsi in un vantaggio e che chi sa possa finalmente trovare il coraggio di parlare. Soprattutto, la procura di Roma sta dimostrando che il femminicidio di Simonetta merita di essere indagato fino in fondo. Nessuna strada deve essere esclusa. Ed è questo, da oggi in avanti, che dovrebbe terrorizzare l'assassino di Simonetta e i suoi complici morali”.




