C'è un nuovo mistero che va ad alimentare i tanti dubbi sul giallo di Garlasco, quello degli Estathé trovati nella cucina della villetta di via Pascoli dopo l'omicidio di Chiara Poggi. Quattro di questi contenitori, perfettamente integri, erano chiusi nel frigorifero di casa Poggi all'interno di una confezione da sei, un ulteriore brick è stato invece recuperato nell'immondizia ed è proprio lì, su quella cannuccia che è stato rilevato il dna di Alberto Stasi.
Confrontando le due foto emerge tuttavia qualcosa di strano, perché le etichette degli Estathé nel frigorifero appaiono così diverse da quella del barattolino nella spazzatura? Una domanda che complica un caso che non conosce fine. Sugli Estathé conservati in frigo è infatti visibile un riquadro bianco accanto al codice a barre, mancante invece dal reperto nel cestino riconducibile probabilmente ai loghi della sponsorizzazione al Giro d'Italia 2007, una collaborazione con la nota bevanda partita a marzo e conclusasi ai primi di maggio 2007.
Garlasco e il sopralluogo dei carabinieri: "C'è l'estathè?"
— Zona Bianca (@zona_bianca) July 30, 2026
"Vogliamo ragionare sulla qualità delle indagini effettuate?"
Luigi Grimaldi a #zonabianca pic.twitter.com/1rUU3vAjoa
Se ne parla a Zona Bianca, programma d’attualità e approfondimento di Rete 4, condotto da Giuseppe Brindisi. Quei brick sarebbero stati realizzati proprio in quei mesi e acquistati da Chiara Poggi cinque giorni prima di essere uccisa, come si legge dallo scontrino ritrovato dai carabinieri. Tutt'altra storia per il contenitore nell'immondizia che, come accertato dall'incidente probatorio dello scorso anno, è stato prodotto a giugno 2007 quando la partnership con la corsa di ciclismo era ormai terminata. Gli Estathé di frigorifero e pattumiera apparterebbero così a lotti di produzione differenti.
Ma, allora, se non dalla spesa fatta da Chiara, da dove arriverebbe il brick buttato in questo sacco azzurro? È la domanda che si pone il giornalista che ha realizzato il servizio d’approfondimento per Zona Bianca. Brindisi, quindi, mostra il video del sopralluogo dei carabinieri in cui viene mostrato l’Estathé nel cestino e rivolge la parola a Luigi Grimaldi che dice: “Si sente nel video che un agente dice ‘c'è l'Estathé’. Un sussurro che viene catturato dal microfono della telecamera ed è inquietante, perché il fatto che ci si ponga in quel momento quella domanda ha dell'incredibile, solleva dei sospetti terribili che si aggiungono ad altri elementi, a parte la differenza dei barattolini. Io penso che quando le cose vengono fatte sistematicamente su un determinato tema non molto male, ma troppo male, bisogna porsi delle domande ed è necessario cercare delle risposte. Adesso indipendentemente dalla risoluzione del giallo del delitto, qui si apre un altro capitolo di questa vicenda e, cioè, vogliamo ragionare anche sulla qualità delle indagini che sono state fatte?”.




