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Le corna degli altri

Ecco perché milioni di italiani si appassionano a Temptation Island: una terapia di coppia a distanza di sicurezza
di Lucia Espositovenerdì 31 luglio 2026
Le corna degli altri

1' di lettura

Che cosa spinge quattro milioni e duecentomila persone, in una torrida sera di luglio, a vedere Temptation Island? La trasmissione è il feuilleton dell’estate, un viaggio nei sentimenti e nelle miserie, un affondo sul degrado emotivo e sulla tossicità di certi legami. Per lo spettatore è insieme uno shampoo ai neuroni e uno specchio in cui riconoscere le proprie pulsioni per riporle da qualche parte.

Scoprire quello che due fidanzati o coniugi si dicono quando l’altro o l’altra non c’è e poi commentare è come schiacciare il vecchio tasto “rewind”. Rivedere il film della propria storia e stopparlo davanti alla parola sbagliata, praticamente ciò che tutti vorremmo.

E temiamo. Il falò è catartico o devastante, le scorie di rapporti possono essere bruciate e i “non detti” si esplicitano, si osservano al microscopio le dinamiche che spingono all’infedeltà (o alla fedeltà). Un posto dove le corna puoi guardarle a distanza di sicurezza perché non sono le tue. Hanno scritto fiumi di teorie sociologiche, ma forse è più semplice. Temptation piace perché tutti abbiamo avuto le corna, abbiamo paura di averle o non sappiamo di averle. Buone corna a tutti (gli altri).