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Ascoli e il vescovo che piega i vangeli all'antifascismo

Tra uno spaghetto e l'altro, ecco che è stata letta una missiva scritta dal prelato Palmieri
di Lorenzo Cafarchiodomenica 2 agosto 2026
Ascoli e il vescovo che piega i vangeli all'antifascismo

2' di lettura

Antifascismo nell’alto dei cieli, ma non c’è pace quaggiù. La pastasciutta antifascista di Ascoli, dello scorso 26 luglio, continua a far discutere. La specialità della casa è la polemica e quindi facciamo un riassunto delle puntate precedenti. L’Anpi locale insieme al Collettivo Caciara e al panificio l’Assalto ai forni di Lorenza Roiati aveva organizzato la spaghettata, inizialmente, presso la chiesa dei Frati, ma i malumori dei parrocchiani e del parroco keniota - di quest’ultimo in un primo momento - hanno costretto Gianpiero Palmieri, il vescovo ascolano, a indirizzare la l’evento alla parrocchia di San Marcello.

Così tra uno spaghetto e l’altro - l’usanza riporta alla memoria la distribuzione gratuita di pasta effettuata dalla famiglia Cervi, nel reggiano, il 25 luglio 1943 a seguito della notizia della caduta del regime fascista - è stata letta una lettera scritta dal prelato Palmieri che non ha potuto presenziare durante il pasto. E Avvenire sulle sue colonne ne ha pubblicato ampi stralci. «I cristiani non si dividono sull’antifascismo», esordisce così il presule nonché vicepresidente per l’Italia centrale della Cei. Quindi non solo in ginocchio al cospetto dell’Altissimo, ma per essere dei fedeli certificati serve avere in tasca la tessera dell’Anpi.

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Poi inizia con l’elenco di preti torturati dal fascismo. Serve ricordare cosa fecero gli antifascisti a chi indossava l’abito talare? Una vicenda su tutte è quella del parroco Francesco Giovanni Bonifacio assassinato «in odium fidei» l’11 settembre 1946 - 16 mesi dopo la fine della Seconda guerra mondiale a Grisignana (ora comune croato) da quattro titini che lo spogliarono, lo colpirono in pieno volto con sasso, poi gli sferrarono due coltellate e infine lo infoibarono. I suoi resti non sono mai stati ritrovati. In tale senso può aiutare la lettura del testo di Roberto Beretta Storia dei preti uccisi dai partigiani. La tragica vicenda di Bonifacio - beatificato nel 2008 - è una delle 129 raccontate dallo scrittore penna, peraltro, di Avvenire.

Ripetendo, compulsivamente, che «non possiamo non dichiararci antifascisti» il presule arriva a dichiarare che «quando si difende “Dio, patria e famiglia” senza alcun fondamento biblico, senza alcun riferimento ai nostri valori costituzionali» si finisce «in perfetta contraddizione con il Vangelo». Sacramenti, ma prima la Carta costituente. Il segretario marchigiano dell’Ugl e consigliere comunale di Ascoli, Carlo Narcisi, ha fatto notare pacatamente le contraddizioni «espresse» dal prelato «in relazione ai valori di Dio, patria e famiglia, che abbiamo percepito come una lettura fortemente critica del loro significato culturale e civile». Sarà che a livello di nucleo familiare la Diocesi di Ascoli preferisce le mamme e i papà Lgbtq+, come evidenziato dalla presentazione del libro Quanta bellezza organizzata il 31 luglio dalla parrocchia San Pio X a Spinetoli. Eccolo l’antifascismo: dalle scritture secondo Palmieri.