Il catering sparisce la mattina delle nozze e il matrimonio si trasforma in un incubo. È successo a Bénédicte Maniere, fotografa francese che aveva scelto il Monferrato per sposare il suo compagno, Lorenz Schmid, sabato 1 agosto. Gli invitati, come si legge su La Stampa, erano un centinaio. Ma proprio la mattina del grande evento si scopre il peggio: niente cibo, niente bevande, niente camerieri, niente tavoli e sedie. Per il servizio poi venuto a mancare erano stati concordati 7.800 euro. E gli sposi avevano versato già l'acconto del 40%, poco più di 3mila euro.
"Il preventivo comprendeva il servizio completo per un massimo di cento persone, con aperitivo organizzato in più isole, portate, personale di sala, assistenza, pulizia, beverage, tovagliato, mise en place, tavoli e sedie", ha raccontato la donna al quotidiano torinese. La notte prima delle nozze, però, agli sposi sarebbero arrivati strani messaggi a proposito di un incidente stradale. "Ci siamo ribaltati col furgone vicino Nizza, siamo tutti in ospedale", avrebbero scritto i responsabili del catering intorno alle 2 del mattino. Tuttavia, la coppia, non sapendo se credere o meno alla storia dell'incidente, ha deciso di sporgere denuncia. A insospettirli una storia pubblicata su Instagram proprio dal numero uno del servizio alle 2.04, poco prima del presunto schianto.
Siamo sempre meno romantici: i diamanti non si vendono più
Nel mondo ci sono ormai sempre meno fidanzamenti e, soprattutto dopo il Covid, sono calati i matrimoni e, di conseguenza...Il giorno del matrimonio, per fortuna, la location scelta dagli sposi ha deciso di andare incontro alla coppia, fornendo tavoli, sedie e la propria cucina. E a dare una mano sono stati anche amici e familiari, tra chi ha anticipato dei soldi, chi è andato a comprare del cibo, e chi addirittura si è improvvisato cameriere, chef e organizzatore. Grazie a questo grande aiuto, alla fine le nozze ci sono state, anche se non nel modo in cui gli sposi avevano sognato.
Ora Bénédicte e Lorenz chiedono indietro l'acconto. Se la società di catering aveva comunicato di aver bonificato la cifra esatta più 500 euro come "risarcimento", in realtà poi quei soldi non si sono mai visti sul conto degli sposi. E a spiegarne il motivo è stato il responsabile del servizio: "Avevo proposto di restituire la caparra aggiungendo 500 euro per il disagio, ma loro mi hanno chiesto 5 mila euro di danni. Su consiglio del mio legale ho quindi ritirato il bonifico". Dopodiché ha puntato il dito contro gli sposi: "Il contratto prevedeva che il saldo fosse effettuato dieci giorni prima dell'evento e loro non lo hanno fatto. È una clausola che non è stata rispettata anche da parte loro. La mia intenzione è rimborsare la caparra. Se accettano la restituzione di quella somma, per me va bene".




