Pomeriggio del 22 luglio. Le immagini delle telecamere mostrano un uomo di origini marocchine andare incontro ad un’anziana in abiti eleganti che cammina lungo il mezzanino del metrò, fermata Primaticcio. La donna è una manager di 82 anni e si sta recando al lavoro. Al collo porta un monile di oro e brillanti del valore di 10mila euro. Il magrebino la incrocia e l’avvicina come volesse chiederle un’informazione. Lei si ferma, lo ascolta, non immagina il pericolo che sta correndo. Nel giro di una frazione di secondo comincia la più vile delle aggressioni. Ha provato a giocare la carta della disperazione pur di evitare le manette il pusher marocchino di 49 anni sorpreso dagli agenti della Polizia Locale di Milano mentre maneggiava con troppa disinvoltura un panetto di hashish proprio davanti all’ingresso della stazione della metropolitana di Sant’Agostino. Visto ormai il guaio, l’uomo ha tentato la sceneggiata simulando una violenta crisi epilettica per farsi soccorrere e sfuggire al controllo. I vigili però non ci sono cascati.
Scortato all’ospedale San Carlo per gli accertamenti del caso, i medici ne hanno confermato la perfetta salute. A quel punto è scattata la perquisizione nel suo appartamento dove gli agenti hanno recuperato altra droga. A commentare duramente l’accaduto è Riccardo De Corato, deputato di Fratelli d’Italia e membro della Commissione Affari Costituzionali della Camera: «È l’ennesima riprova che purtroppo molti degli arresti per spaccio a Milano sono a carico di nordafricani. Mi auguro che lo spacciatore sia punito severamente e che, se dovesse risultare irregolare sul territorio nazionale, venga immediatamente espulso». Il nordafricano prende la donna per il collo. La scaglia con forza contro la parete. Vuole afferrare la collana. La poveretta prova a resistere ma sembra un burattino nelle sue mani, leggera come un fuscello e incapace di opporsi a quella furia. Una volta a terra, l’aggressore le strappa con forza la collana e fugge via facendo sparire le sue tracce. L’82enne rimane a terra sgomenta provata dal dolore e dallo spavento.
Viene immediatamente soccorsa dai paramedici di AREU (Agenzia Regionale Emergenza Unica) e trasportata all’ospedale San Paolo, dove viene sottoposta a tutti gli accertamenti del caso. Le radiografie evidenziano numerose fratture a due vertebre e sei coste, la prognosi è di 60 giorni. A oggi non può ancora camminare da sola. Dopo neanche un mese da quei fatti terribili documentati anche da Libero, ha finalmente un’identità l’autore della terribile aggressione e rapina. La polizia di Stato, dopo giorni di indagine, ha infatti stretto le manette ai polsi di un marocchi no 41enne pluripregiudicato al quale era stato negato il rinnovo del permesso di soggiorno perché ritenuto socialmente pericoloso. L’uomo è accusato di rapina aggravata e lesioni gravi.
L’INDIGNAZIONE SUL WEB
Naturalmente le immagini di quell’aggressione avevano subito fatto il giro del web scatenando sentimenti di rabbia e indignazione sia per la violenza del gesto che per l’età della povera vittima. Anche gli agenti della Questura in tutti questi giorni hanno tenuto gli occhi ben aperti nella speranza di potere riconoscere per le strade di Milano l’autore di quel crimine efferato. Un impegno premiato nel pomeriggio del 17 agosto quando i Falchi della squadra Mobile individuano un soggetto che per corporatura e fattezze ricorda moltissimo il malvivente ripreso dalle telecamere di Primaticcio. Gli agenti lo avvicinano e subito comprendono di trovarsi di fronte all’uomo che da giorni cercavano. Scattano i controlli.
Sembra che a fornire una prova schiacciante sia proprio l’analisi del cellulare di proprietà del marocchino contenente immagini dell’uomo con addosso gli stessi indumenti - un cappellino, le scarpe e una maglia verde - utilizzati durante la rapina e ripresi. Addirittura gli trovano una chat in cui c’è un articolo con il racconto dettagliato dell’aggressione e la raccomandazione dell’amico: «Fai sparire i vestiti». Naturalmente politica e sindacati si interrogano su come atti di una simile barbarie possano avvenire in una città come Milano.
Anche perché quel marocchino senza scrupoli non avrebbe dovuto nemmeno trovarsi in Italia. Secondo fonti investigative il soggetto aveva un permesso di soggiorno per il quale aveva fatto richiesta di rinnovo. Istanza che gli era però stata negata proprio per la sua pericolosità sociale. Il nordafricano infatti avrebbe una lunga serie di precedenti iniziati nel 2021 - anno del suo probabile arrivo in Italia - per reati contro il patrimonio e in materia di stupefacenti. Ma non solo. In una nota la Questura ha fatto anche sapere di non escludere che il marocchino si sia reso protagonista di altre azioni criminose dello stesso genere. Motivo per il quale gli inquirenti stanno continuando ad indagare nel passato dell’uomo alla ricerca di riscontri. Sarebbe sospettato anche di una rapina ai danni di una coppia sempre in metropolitana. L’uomo aveva trovato riparo in uno stabile abbandonato a Bollate.
«VENGA ESPULSO SUBITO»
«È assolutamente imperativo che dopo avere scontato la loro pena individui capaci di prendersela anche con soggetti fragili come gli anziani vengano immediatamente espulsi» spiega l’ex vice sindaco di Milano Riccardo De Corato sottolineando che «per evitare il ripetersi di casi simili servirebbero anche più agenti della Polizia Locale sulle strade». «Da medico posso dire che i traumi fisici subiti da quella povera anziana non sono gli unici» interviene il capogruppo di Futuro Nazionale in consiglio comunale Luca Bernardo. «Ora quella donna per lo shock probabilmente non avrà più il coraggio di uscire di casa da sola» continua Bernardo «la gravissima violenza psicologica che ha subito serva da monito e faccia finalmente comprendere a chi di dovere come la sicurezza a Milano sia ormai totalmente fuori controllo».




