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Rino Gattuso, la confessione straziante: "Pagherei tutto quello che ho per stare un’ora con lei"

di Lorenzo Pastuglialunedì 5 ottobre 2026
Rino Gattuso, la confessione straziante: "Pagherei tutto quello che ho per stare un’ora con lei"

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"Pagherei tutto quello che ho per stare un’ora con lei". Rino Gattuso si ferma, torna indietro con la memoria e racconta il dolore che ancora oggi non riesce a lasciare alle spalle. Al Festival dello Sport di Trento l’allenatore della Lazio parla della sorella Francesca, morta nel 2020 a soli 37 anni, e lo fa senza schermarsi. "Il fatto di non riuscire a sognarla mi dà enorme fastidio", confessa. Una perdita che il tempo non ha cancellato e che continua a occupare uno spazio profondo nella sua vita.

È da qui che parte il racconto più intimo di Gattuso, che attraversa gli anni difficili, le persone che gli sono state accanto e anche una malattia con cui convive da tempo. Tra i ricordi c’è quello di Gian Piero Gasperini, una figura che l’ex centrocampista non ha dimenticato. Quando Gattuso attraversava un momento complicato al Milan, l’attuale allenatore della Roma lo chiamò per incoraggiarlo: "Rino, tieni duro". Una frase semplice, rimasta però impressa. "Non ho dimenticato", dice oggi Gattuso, che riconosce a Gasperini anche un ruolo importante nella storia recente del calcio italiano: "Dopo Sacchi, è quello che ha cambiato di più il calcio”.

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Poi c’è la malattia, un’altra battaglia personale iniziata quindici anni fa. Gattuso convive con un problema agli occhi e ha dovuto fare i conti a lungo con il cortisone. "Ho dovuto smettere a 34 anni, ho preso la miastenia oculare. Da 15 faccio uso di cortisone perché sennò ho la diplopia, vedo non in maniera corretta. In tutti questi anni ho pensato che c’è gente che sta per 4-5 mesi a letto, senza muoversi. Mi sono detto ‘Pensa se avessi avuto 4-5 mesi di vita’, mi sono detto di reagire, di lavorarci. Sono da 7 anni che non bevo nessun alcolico, ho chiuso la bocca perché altri al posto mio peserebbero 200 chili. Vado avanti fin quando Dio mi dà la forza di continuare”.

Sul palco torna anche la Nazionale. Gattuso ammette che vedere l’Italia ripartire senza di lui "brucia" e definisce la sua esperienza da commissario tecnico una "delusione pazzesca”. Pesa quel rosso ad Alessandro Bastoni, ma “io non gli do nessuna colpa, ha fatto il massimo, nella vita si sbaglia”. Sono stati mesi pesanti, tanto da raccontare di aver avuto difficoltà persino a dormire. Oggi, però, Rino guarda avanti. Alla Lazio si sente un allenatore diverso, più completo e ancora affamato di calcio. "Nella vita c’è sempre da imparare", dice. Perché le vittorie restano, ma anche i dolori fanno parte del percorso. E Gattuso, ancora una volta, non li nasconde.