Nuova audizione nell'inchiesta della Procura di Larino sulla morte per avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita. Una professoressa di matematica dell'Istituto agrario di Riccia, amica d'infanzia di Gianni Di Vita e persona a lui particolarmente vicina, è stata ascoltata oggi per circa quattro ore negli uffici della Squadra Mobile di Campobasso. La donna, già sentita più volte nel corso dell'inchiesta, è entrata in Questura intorno alle 8 ed è uscita poco dopo mezzogiorno.
Ricina, il vero obiettivo era Gianni Di Vita? Cosa trapela
Chi era il vero obiettivo della ricina nel caso di Pietracatella? Le vittime di questa sostanza tossica sono state Anton...L'insegnante è stata convocata come persona informata sui fatti e non risulta indagata. Secondo quanto apprende si apprende le domande avrebbero riguardato in particolare i suoi rapporti con Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, e quelli con Antonella Di Ielsi. Tra le due donne i rapporti sarebbero stati difficili e, secondo quanto emerge, da tempo non si parlavano. L'audizione rientra negli approfondimenti investigativi sui rapporti e sulle relazioni personali delle persone più vicine alla famiglia Di Vita, uno dei filoni sui quali si sta concentrando l'attività della Squadra Mobile di Campobasso, coordinata dalla procuratrice Elvira Antonelli.
Ricina, una svolta clamorosa: "Nei prossimi giorni i primi indagati"
Potrebbero essere giorni decisivi per l’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, d...Nelle prossime ore dovrebbe essere ascoltato anche il marito della professoressa, tecnico di laboratorio nello stesso Istituto agrario di Riccia. La scuola è già entrata nell'inchiesta dopo che dagli accertamenti informatici è emerso che da computer dell'istituto sarebbero state effettuate ricerche e richieste di informazioni sulla ricina. Per ricostruire l'origine e la riconducibilità di alcune tracce telematiche sono stati attivati anche canali di cooperazione internazionale. L'inchiesta resta a carico di ignoti per l'ipotesi di duplice omicidio volontario aggravato dal mezzo venefico. Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita morirono il 28 e il 27 dicembre 2025. Gli accertamenti tossicologici eseguiti successivamente hanno individuato la ricina nei campioni biologici delle due vittime.




