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Ricina, una svolta clamorosa: "Nei prossimi giorni i primi indagati"

martedì 8 settembre 2026
Ricina, una svolta clamorosa: "Nei prossimi giorni i primi indagati"

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Potrebbero essere giorni decisivi per l’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, decedute a Pietracatella dopo essere state avvelenate con la ricina. Nel corso della puntata di Dentro la Notizia del 7 settembre sono emersi nuovi dettagli su un’indagine che avrebbe già raccolto oltre 200 testimonianze, oltre a messaggi, chat e documenti sui rapporti personali e familiari delle vittime.

Secondo quanto riferito durante la trasmissione, gli investigatori avrebbero acquisito elementi considerati rilevanti e potrebbero essere notificati a breve i primi avvisi di garanzia. Tra i passaggi al vaglio degli inquirenti c’è il confronto del 20 agosto in Questura a Campobasso tra Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, e una sua vecchia conoscente, insegnante di matematica. Dal faccia a faccia sarebbero emerse alcune contraddizioni, ancora oggetto di verifica.

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Sul fronte scientifico, gli esami effettuati da esperti tedeschi avrebbero rilevato un’elevata quantità di ricina nello stomaco di Antonella, rafforzando l’ipotesi di un avvelenamento volontario. Secondo le informazioni diffuse in trasmissione, invece, Di Vita non sarebbe entrato in contatto con la sostanza e il malore accusato nei giorni della tragedia non sarebbe riconducibile alla ricina.

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Gli investigatori continuano intanto ad ascoltare testimoni e ad analizzare il materiale raccolto, ora all’attenzione della Procura di Larino. Restano, tuttavia, da verificare le indiscrezioni sui presunti sospettati. Al momento non risultano conclusioni giudiziarie definitive e ogni eventuale responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi competenti.