Ci sono giorni bui come questo in cui vorresti solo silenzio. Giorni dove le notizie restano sullo sfondo e noi, che con le parole lavoriamo, non siamo capaci di trovare quelle giuste. In un quotidiano il tempo corre più veloce che altrove e fermarsi è un lusso non previsto. Ieri, tramortiti e sgomenti per la scomparsa del nostro Andrea Tempestini, lo abbiamo ricordato davanti alla sua scrivania per qualche minuto, poi ognuno è tornato dietro al suo computer e insieme abbiamo fatto tutto. Come sempre. Le riunioni, i titoli, le pagine, la chiusura. Volevo scrivere di Wanna Marchi e della figlia che hanno ricevuto un premio culturale in Campidoglio, poi ho alzato lo sguardo e al posto dei grandi occhi azzurri di Andrea ho visto i fiori e le foto dei suoi bimbi. Mi sono fermata. Ci sono giorni bui in cui non vorresti fare questo mestiere perché sei abituato ad avere sempre le risposte ma davanti a quella sedia vuota i perché restano sospesi come frasi lasciate a metà e i pensieri inquieti trovano rifugio solo nel ricordo di un sorriso o di uno sguardo. Noi andiamo avanti, veloci come Andrea. Come sempre. Anche dentro questi giorni bui.




