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Il motore del desiderio

Non si fanno figli perché non si sta insieme: proviamo a spegnere tv e cellulare...
di Lucia Espositogiovedì 1 ottobre 2026
 Il motore del desiderio

1' di lettura

Ieri in Parlamento Marina Terragni, Garante per l’infanzia, ha detto una verità che nel dibattito sulla crisi demografica resta sempre sottotraccia. «La povertà relazionale è il più grande nemico della natalità (...) La ricostruzione di relazioni reali e in presenza è il grande challenge che abbiamo di fronte».

Lo dice in modo elegante, ma il messaggio è fin troppo chiaro: non si fanno figli perché non si sta insieme. Si fa tutto a distanza, ma per avere bambini serve la presenza. Gli assegni, i bonus e gli asili nido sono certamente degli incentivi e non bastano mai. La notizia di un nuovo bonus bebé non ha mai scatenato la passione tra un uomo e una donna, ognuno sedotto dal suo cellulare.

Tra una briscola e l’altra i nostri nonni si annoiavano e la noia era il più potente dei motori demografici. Per fortuna la ricetta per avere un bimbo non è cambiata (un po’ sì, ma questo è un altro discorso) ma all’epoca i figli si facevano perché bastava spegnere prima la radio e poi il televisore per ritrovarsi a letto. Noi il cellulare ce lo portiamo sotto le lenzuola e, scrollando scrollando, ci addormentiamo.