L'aggressione subita da Davide Iacopini mentre viaggiava su un monopattino elettrico per le strade di Roma non costituirebbe un caso isolato. In seguito alla notizia uscita durante la giornata di ieri, 7 ottobre, altri cittadini hanno infatti denunciato episodi analoghi, verificatisi sempre nella capitale. La prima segnalazione è arrivata da una donna, la quale ha raccontato di essere stata colpita alla testa e di aver visto una minicar allontanarsi e investire un ragazzo in monopattino. Una dinamica molto simile a quella che ha visto coinvolto l'attore di Suburra. Ma non solo.
Un'altra denuncia ai carabinieri di Gianicolense è stata depositata da uno studente universitario di 26 anni. Il ragazzo ha detto di essere stato colpito con un calcio dal passeggero di una minicar nera mentre percorreva via Pio Foa a bordo di un monopattino. E poi ancora, durante la trasmissione Chi l'ha visto, una donna ha raccontato che il fratello, tornato a Roma per qualche giorno, ha subito un'aggressione dello stesso tipo.
Davide Iacopini aggredito a Roma: è ricoverato in gravi condizioni al San Camillo
Gli hanno tirato un calcio mentre viaggiava su un monopattino elettrico per le strade di Roma e lo hanno fatto cadere ro...Tanti, troppi casi simili per pensare a una coincidenza. Al contrario, sembra sempre più evidente che a colpire sia un gruppetto ben organizzato che agisce sempre nello stesso modo. Tanto che c'è già chi parla di "banda della minicar". Una banda che, stando ai racconti delle vittime, sarebbe composta quasi esclusivamente da minorenni. "Mio fratello era sul ponte Testaccio, ha sentito una botta in testa, è caduto", racconta la sorella di una delle vittime. "Quando si è rialzato ha visto una minicar nera con la targa coperta e i segni di un incidente. Ha visto anche uno dei passeggeri, era biondo, poteva avere tra i 16 e i 18 anni: lo ha guardato come a dirgli 'sono stato io'".
Se la dinamica degli episodi sembra ormai avere alcuni elementi ricorrenti, resta ancora da capire cosa spinga questi ragazzini a compiere le aggressioni. Non sono ancora chiare, infatti, le motivazioni all'origine della serie di episodi. Una delle ipotesi, ventilata da Repubblica, parla di una challenge andata virale negli Usa qualche tempo fa, dal nome "Stendi il passante con un pugno e scappa".




