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Il giudice annulla la condanna? Salis infanga la destra: il post è un caso politico

di Roberto Tortoramercoledì 14 ottobre 2026
Il giudice annulla la condanna? Salis infanga la destra: il post è un caso politico

2' di lettura

Il 13 ottobre Ilaria Salis ha ottenuto dalla Corte d'Appello di Milano, sezione Lavoro, l'annullamento della condanna a oltre 300mila euro in favore di due ex-collaboratori parlamentari (Valentina Dadda e François Gelmetti), che l'avevano citata per il licenziamento anticipato. E per prima cosa che fa? Attacca la destra. L’europarlamentare di AVS, che ha ottenuto l’immunità e, per ora, l’ha scampata anche in un altro procedimento che la vede protagonista in Ungheria dopo aver partecipato ad aggressioni contro militanti neonazisti a Budapest nel febbraio 2023, scrive un lungo post sui suoi profili social per sfogarsi contro chi la contestava. 

Scrive la Salis su Facebook: “Per gli hater che fanno finta di non capire, ve lo spiego ancora una volta. Quel semplice “vizio di forma” – chissà se intenzionale o meno – mi ha impedito di partecipare al processo di primo grado e di esercitare il mio diritto alla difesa. E siccome l’onere della prova spettava a me, ma io ero incolpevolmente assente, il giudice si è trovato, di fatto, a dover obbligatoriamente procedere come ha fatto. Altro che semplice formalità! Solo chi considera il diritto alla difesa un “cavillo” e non ha la minima idea di cosa significhi un giusto processo può liquidare così una violazione tanto grave di un diritto fondamentale. D’altronde, cosa aspettarsi da questa pessima destra dall’indole autoritaria e prevaricatrice? Ma ora comincia tutta un’altra storia”.

La storia, però, non è detto che scriva per lei il lieto fine, perché, è bene spiegarlo, i giudici hanno accolto il ricorso solo per un vizio procedurale: Salis non sarebbe stata correttamente informata della causa e non avrebbe potuto difendersi. Non è un'assoluzione nel merito: la controversia torna in primo grado e dovrà essere riesaminata. I rapporti di collaborazione erano iniziati nel febbraio 2024, dopo l'elezione di Salis al Parlamento europeo, per poi interrompersi bruscamente nel luglio 2025.

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