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Youssef Siher, il Fatto quotidiano si supera: prima delirante, cosa spunta a pagina 2

domenica 25 ottobre 2026
Youssef Siher, il Fatto quotidiano si supera: prima delirante, cosa spunta a pagina 2

2' di lettura

"I ragazzi deludono chi sognava la guerra", titola la prima pagina del Fatto quotidiano in edicola oggi, domenica 25 ottobre. Il Fatto quotidiano e il suo direttore Marco Travaglio, invece, hanno deluso chi si sarebbe aspettato non un'autocritica, questo sarebbe chiedere troppo, ma perlomeno un po' di onestà intellettuale.

Perché la notizia vera emersa dal "sabato sfascista" è un'altra: il fermo di Yousser Sehir, il 30enne "di seconda generazione" individuato come la mente del Movimento 17 ottobre, che sui social e su Telegram organizzava le proteste. La notizia, però, è doppia per il Fatto: perché il ragazzo, convintamente islamista, risulta essere stato proprio un loro collaboratore, oltre che del Foglio e dell'Ispi. Insomma, l'imbarazzo in redazione è comprensibile. Decisamente meno il tentativo di minimizzare, quasi nascondere il tutto.

Impossibile non riferirlo in prima pagina? Ci sono quasi riusciti: il Fatto non riporta né il nome né la bio di Sehir, si limita a un accenno nel catenaccio: "Un fermato per chat 17.10". Così, un dettaglio quasi insignificante.

A pagina 2, viene dato un po' più di spazio alla notizia: un "sotto" che però anche in questo caso fa scomparire tutto dalla titolazione. "'Istiga sui social': preso il fondatore del gruppo", si legge. La foto di Youssef è poco più di un francobollo. E non aiuta un sommarietto: "Ricercatore e cronista freelance". Di chi? Bisogna spulciare - bene - l'articolo per scoprirlo. Il particolare è mimetizzato tra virgolettati vari. Colonna 3, si legge: Siher "ha collaborato con un noto quotidiano nazionale e con un importante istituto di ricerca. ha fatto uno stage all'Ispi nel 2024 e a ilfattoquotidiano.it nel 2022, poi ha collaborato saltuariamente con il nostro sito fino al 2025, anno in cui ha firmato due pezzi sulle rivolte in Tunisia e ha scritto anche un pezzo per il Foglio". 

C'è anche spazio per una difesa d'ufficio di Youssef, che nella chat che aveva creato e che amministrava "non ha fatto partire messaggi in cui si incita alla violenza. Ha condiviso, invece, il manuale da rivoluzionario degli 'amici' di una casa editrice (Robin Book), consigli su 'video e documentari per organizzarsi in piazza'. Oltre a lanciare avvertimenti sulla presenza nel gruppo di poliziotti in incognito". Un bravo admin, insomma.