Quello di Yousser Siher è un caso giudiziario e politico. Il ricercatore 30enne italiano di seconda generazione ritenuto la "mente" del Movimento 17 ottobre legato agli scontri avvenuti nel centro di Milano fermato sabato sera su disposizione della Procura dovrà rispondere anche di terrorismo. Gli altri reati contestati sono istigazione a delinquere e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche.
Al 30enne, da poco trasferito dalla Questura di Milano in carcere, è stato contestato oltre all'istigazione a commettere reati attraverso i social (avrebbe fatto apologia di uno o più reati) e alla "violenza organizzata" prevista dal Decreto sicurezza appena entrato in vigore, anche il terrorismo in base all'articolo 270 bis, comma 1, che stabilisce che "chiunque promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico è punito con la reclusione da sette a quindici anni".
Secondo il Giornale, inoltre, le ricostruzioni sul conto dell'ex collaboratore di Ispi e Fatto quotidiano lo individuerebbero come esponente di spicco dei Giovani Palestinesi Italiani. "Un quadro che, se confermato, apparirebbe estremamente inquietante e inaccettabile", accusa Federico Mollicone, deputato di Fratelli d'Italia e presidente della Commissione Cultura della Camera. I fatti "mostrerebbero la presenza di una regia estremista e islamista intenta a fomentare i disordini nelle nostre piazze e a lanciare minacce e proclami jihadisti contro le istituzioni e i leader del Governo, tra cui il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro Matteo Salvini". Per Mollicone "siamo di fronte a un'infiltrazione ideologica violenta che inneggia all'odio anti-israeliano e al terrorismo di Hamas, mascherandosi dietro la protesta e cercando di incendiare le nostre città. Per questo motivo - prosegue il deputato FdI - annuncio la presentazione di un'interrogazione parlamentare urgente per fare piena luce sui contatti, sulle coperture e sui finanziamenti di queste frange oltranziste e antagoniste, affinché venga garantita la massima tutela della sicurezza nazionale e della legalità".
"Esprimo la mia totale e incondizionata gratitudine alle Forze dell'Ordine, ai prefetti, ai questori e al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per lo straordinario e costante impegno sul campo nel proteggere l'incolumità pubblica. Come ha detto Giorgia Meloni - conclude Mollicone - il diritto di manifestare e di esprimere le proprie idee è e rimarrà un pilastro inviolabile della nostra democrazia, ma deve svolgersi sempre in modo pacifico".
Per Riccardo De Corato, deputato di FdI e volto storico della destra milanese, il fermo di Siher "apre uno scenario particolarmente preoccupante che riguarda il possibile sfruttamento delle bande di maranza da parte di soggetti ben più preparati e organizzati, capaci di utilizzare la violenza di strada per perseguire obiettivi di destabilizzazione delle nostre istituzioni. Le bande di giovani facinorosi che ho denunciato ieri, responsabili di violenze e saccheggi quando partecipano ai disordini, potrebbero infatti rappresentare la manovalanza di una struttura più articolata, nella quale persone dotate di preparazione politica, capacità organizzative e collegamenti con ambienti estremisti siano in grado di reclutare, mobilitare e indirizzare gruppi già inclini alla delinquenza".




