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Siher in carcere, le parole dei legali: "Non siamo sorpresi vista l'aria politica"

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martedì 27 ottobre 2026
Siher in carcere, le parole dei legali: "Non siamo sorpresi vista l'aria politica"

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Il ricercatore trentenne, accusato di istigazione a delinquere con finalità di terrorismo e violenza organizzata in manifestazioni pubbliche, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’udienza a San Vittore. Gli avvocati contestano le accuse e chiedono la mancata convalida del fermo. Youssef Siher ha scelto di non rispondere alle domande della gip Tiziana Landoni. Davanti alla giudice, nel carcere milanese di San Vittore, il ricercatore trentenne si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’udienza di convalida del fermo. Una scelta che i suoi legali definiscono del tutto legittima, mentre contestano le accuse e chiedono che non venga applicata alcuna misura cautelare.

Siher è ritenuto dagli investigatori l’amministratore dei canali social del “Movimento 17 ottobre”, nato dopo gli scontri avvenuti a Milano nel fine settimana. Le contestazioni nei suoi confronti sono : istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata in manifestazioni pubbliche. All’uscita da San Vittore, gli avvocati Benedetto Ciccarone e Yasmina Abu Sharar hanno spiegato di aver chiesto il rigetto della richiesta di misure cautelari e la mancata convalida del fermo. «È una scelta sua, è una facoltà e l’ha esercitata», ha detto Abu Sharar, precisando che il suo assistito era tranquillo e convinto di aver agito nel rispetto dei propri diritti. «Era sicuro del fatto che ha esercitato le sue libertà e i suoi diritti costituzionalmente garantiti». La linea della difesa è netta. Secondo Ciccarone, non ci sarebbero né gravi indizi di colpevolezza né esigenze cautelari tali da giustificare la detenzione. «Non c’è pericolo di fuga», ha dichiarato l’avvocato, che ha contestato anche la stessa configurazione dei reati e l’aggravante della finalità terroristica. «Secondo me non sono istigatorie. Quelli non sono reati», ha aggiunto, riferendosi alle condotte attribuite a Siher. Nel corso delle dichiarazioni ai giornalisti, i difensori hanno commentato anche la decisione di disporre il fermo. «Non siamo sorpresi in termini assoluti, considerata l’aria politica che tira», hanno affermato, ribadendo però che, a loro giudizio, Siher non avrebbe commesso alcun reato.

Quando è stato chiesto loro se considerassero il provvedimento una decisione politica, la risposta è stata più prudente: «Noi facciamo gli avvocati». Ciccarone ha comunque insistito sulla convinzione che il proprio assistito abbia esercitato diritti garantiti dalla Costituzione. Si tratta della posizione della difesa, mentre le accuse contestate restano al vaglio della magistratura. Nell’inchiesta è coinvolta anche la moglie di Siher, coindagata ma non sottoposta a fermo e attualmente in stato di libertà. La donna è assistita dagli stessi legali del marito. «Sicuramente non è contenta», ha commentato l’avvocata Abu Sharar.