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Pensioni, Tito Boeri: "Aggressioni quotidiane agli sportelli, ho chiesto più sicurezza"

Cristina Agostini
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"L'idea di una dotazione piatta e costante a sette miliardi l'anno non è minimamente supportata da alcuna delle simulazioni che ci hanno chiesto. Ma quando ho sollevato il problema, ho avuto solo aggressioni verbali e tentativi di screditarmi". Tito Boeri in una intervista a Il Corriere della Sera attacca il governo sulla quota 100 per accedere alla pensione. "A questo punto non vorrei si arrivasse a soluzioni incompatibili con le risorse accantonate", spiega, "noi all'Inps per primi ci troveremmo in una posizione difficile".  Leggi anche: In ginocchio dal governo, Boeri: "E' la prima volta che...". Mr Inps, malizioso sospetto Secondo il presidente dell'Inps, non funzionerebbe nemmeno una quota 100 una tantum nel 2019, "poiché ci sarà un meccanismo a finestre per il ritiro, il secondo anno costerà più del primo e di nuovo i conti non tornano. Una terza possibilità naturalmente è che si parta molto bassi imponendo criteri molto più stringenti che 38 anni di contributi e 62 di età. Ma se davvero si pensa di spendere molto meno nel 2019, perché ci siamo impiccati a un deficit del 2,4% che preoccupa i mercati e costerà molto in interessi sul debito?", si chiede Boeri. Detto questo, conclude, "quello che il governo deciderà, noi ci metteremo pancia a terra a realizzarlo. Come sempre. Ma spetta all'Inps segnalare per tempo potenziali violazioni del patto intergenerazionale di cui è garante: le persone mi fermano per strada e mi chiedono se le loro pensioni verranno pagate", "dobbiamo essere messi nelle condizioni di prepararci e ragguagliare i cittadini". E lancia un allarme: "Non vogliamo fare da parafulmine per reazioni a promesse non mantenute. I nostri dipendenti negli uffici territoriali subiscono quotidianamente aggressioni al punto che, Matteo Salvini lo sa bene, abbiamo dovuto chiedere di rafforzare la sorveglianza davanti alle sedi".

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