"La ringrazio per la domanda". E poi lo distrugge. Dopo una partenza soft, la premier Giorgia Meloni risponde a muso duro al giornalista del Fatto quotidiano Giacomo Salvini che nella conferenza stampa sul Decreto Caivano approvato dal governo dopo il Cdm di giovedì pomeriggio chiede conto alla presidente del Consiglio delle parole del suo compagno Andrea Giambruno, a Diario del giorno su Rete 4, a proposito di donne, alcol e stupri. L'occasione è ghiotta, la polemica strumentale servita su un piatto d'argento. Perentoria e definitiva la controffensiva della leader di Fratelli d'Italia.
"Nessuna giustificazione agli stupratori", premette. Giambruno, conduttore Mediaset, "credo che abbia detto in modo frettoloso e assertivo una cosa diversa da quella che è stata interpretata dai più. Voleva dire una cosa che mi diceva anche mia mamma: 'Occhi aperti e testa sulle spalle' perché purtroppo gli stupratori esistono, non abbassate la guardia". E comunque "vi chiedo per il futuro di non chiedermi conto di quello che un giornalista, nella libera espressione del suo operato, dichiara in tv, perché non ritegno di essere io a dire cosa deve dire e non ritengo di doverlo fare, perché io credo nella libertà di stampa".
Vivace, pochi secondi dopo, anche lo scontro con Claudia Fusani del Riformista. "Quindi, il suo 'no' è netto rispetto alle violenze e a una ragazza che esce in minigonna? Può farlo?". "Ma certo che c'è libertà di uscire con le minigonne, Fusani la prego veramente...".



