Libero logo

Flotilla, il video del blitz di Israele: "Armi spianate, motori distrutti, navi abbandonate in avaria"

giovedì 30 aprile 2026
3' di lettura

“Le nostre imbarcazioni sono state avvicinate da motoscafi militari, che si sono identificati come ‘israeliani’, puntando laser e armi d’assalto semiautomatiche e ordinando ai partecipanti di spostarsi a prua delle imbarcazioni e di mettersi in ginocchio con le mani a terra. Le comunicazioni delle imbarcazioni sono state disturbate ed è stato lanciato un sos”. Lo comunica la Global Sumud Flotilla in un post su X. Secondo quanto risulta dai dati di tracking, la Flotilla si trova vicino all’isola greca di Cipro.

Il Times of Israel, citando fonti di sicurezza, riporta che la Marina israeliana ha iniziato a intercettare la flottiglia di attivisti diretta verso la Striscia di Gaza per sfidare il blocco navale israeliano. Creta, dove secondo i dati di tracciamento si trovano le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, dista centinaia di miglia nautiche da Israele. Nei tentativi precedenti la Marina israeliana aveva intercettato le imbarcazioni molto più vicino alle coste di Gaza.

La Global Sumud Flotilla ha riferito anche di diverse imbarcazioni "in avaria e danneggiate" dopo l'intervento delle forze israeliane che hanno "distrutto i motori e i sistemi di navigazione" prima di ritirarsi, "abbandonando intenzionalmente centinaia di civili" mentre è in arrivo una tempesta. Gli attivisti, poi, hanno lanciato un'accusa ancora più pesante: "Le azioni di Israele segnano una pericolosa e senza precedenti escalation: il rapimento di civili nel mezzo del Mediterraneo, a oltre 960 chilometri da Gaza, sotto gli occhi del mondo intero. Sia chiaro di cosa si tratta. Si tratta di pirateria. Si tratta del sequestro illegale di esseri umani in alto mare vicino a Creta, un'affermazione che dimostra come Israele possa operare con totale impunità, ben oltre i propri confini, senza subire conseguenze", hanno scritto in una nota. 

E ancora: "Quello a cui stiamo assistendo è il tentativo di normalizzare il controllo israeliano sul Mediterraneo stesso e un'escalation dell'impunità di Israele. Nessuno Stato ha il diritto di rivendicare, controllare o occupare acque internazionali. Eppure, è esattamente ciò che Israele ha fatto, estendendo il suo regime di controllo verso l'esterno, occupando il Mar Mediterraneo al largo delle coste europee. Nell'ambito della sua aggressione, la marina israeliana ha intercettato navi, disturbato le comunicazioni, compresi i canali di soccorso, e rapito con la forza civili. Non si tratta di zone di confine contese. Si tratta di acque internazionali".

Dito puntato anche contro "i governi che affermano di difendere il diritto internazionale" e che "ancora una volta, non hanno detto nulla. Nessuna condanna urgente. Nessuna richiesta immediata di rilascio dei prigionieri. Nessun appello a che i responsabili vengano chiamati a rispondere delle proprie azioni. Questa assenza di risposta non è neutralità, è autorizzazione ed è complicità". Gli attivisti, dunque, hanno chiesto "risposte immediate e che i responsabili vengano chiamati a rispondere delle proprie azioni". "Dove sono i civili rapiti? Dove sono stati portati? I governi europei hanno collaborato con gli israeliani per facilitare i rapimenti? Rimane una domanda più profonda: come è stato possibile che Israele sia arrivato al punto di poter compiere rapimenti in pieno giorno, ai danni di civili disarmati, senza timore di conseguenze? Questo crea un precedente catastrofico e dovrebbe essere condannato nel modo più diretto. Il silenzio dei governi di tutto il mondo indica che il diritto internazionale si applica in modo selettivo e che le vite dei civili possono essere prese di mira da Israele, ovunque nel mondo, in qualsiasi momento, senza conseguenze. Chiediamo che i responsabili vengano chiamati a rispondere delle proprie azioni", hanno concluso.