Magna magna Pd. No, i soldi non c'entrano. O perlomeno solo in parte: c'entra, piuttosto, il rituale eterno delle Feste dell'Unità, che tra un noioso dibattito estivo e una bancarella di libri conferma anche nel 2026 il suo vero core business: gli stand gastronomici.
La segretaria Elly Schlein martedì sera si è sottoposta alla classica "spremuta di gente", per dirla con le mitologiche parole di Alessandro Di Battista: il tradizionale giro tra i militanti dem alla Festa dell'Unità di Villa Lazzaroni, nel quartiere Appio-Latino a Roma. Elly ha visitato le cucine, ricevendo il saluto dei cuochi indaffarati, ha ricevuto in dono una maglia raffigurante Nilde Iotti (il Pantheon ex comunista non cambia mai) e ha augurato "buon appetito" ai partecipanti. Molti di loro, c'è da giurarlo, alla patrimoniale preferirebbero una buona carbonara.
Schlein, aspirante leader e candidata premier del campo largo (ma la strada è lunga, stretta, tortuosa e disseminata da sassolini piazzati sul cammino anche da esponenti dem), ha quindi arringato la folla entrando già in modalità campagna elettorale: i prossimi "non saranno mesi facili. Dopo aver perso il referendum e dopo aver riunito l'alleanza progressista la destra ha capito che siamo competitivi e ha paura di perdere, per questo sta cercando di cambiare la legge elettorale e noi dobbiamo fare muro in Parlamento e nel Paese insieme alle altre opposizioni, perché hanno paura e saranno più aggressivi".
Un ritornello che sentiremo spesso, in queste sere d'estate: l'appuntamento finale con la Festa dell'Unità nazionale è previsto a Reggio Emilia, dal primo al 13 settembre. Prima però ci saranno decine di feste cittadine, su tutto il territorio. "Ci sono quelle più solide e gettonate, ma io vi chiedo di coprire tutte le feste dell'Unità", è la missione che Schlein ha affidato ai big del Nazareno parlando martedì pomeriggio alla direzione Pd.



