Il viso smagrito ma la voce squillante, un'energia insospettabile: Papa Leone si affaccia dal balcone di Piazza San Pietro accolto dall'ovazione dei fedeli, poche ore dopo essere stato dimesso (più velocemente di quanto atteso) dall'ospedale Gemelli. Muove le braccia senza apparenti difficoltà, e anche questo è sorprendente.
Solo una settimana fa, da quello stesso balcone e rompendo ogni protocollo del Vaticano, Papa Prevost aveva annunciato che si sarebbe dovuto sottoporre a un intervento di rimozione di un nodulo ai polmoni. Sorridente e disteso, oggi il Pontefice americano riabbraccia il suo popolo per l'Angelus, più breve del solito. Il Santo Padre ha dapprima commentato il Vangelo del giorno ("Date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio"), poi ha recitato la preghiera e infine ha ricordato che oggi si celebra la 100esima Giornata Missionaria Mondiale.
Subito dopo, ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno pregato per lui, i medici, gli infermieri e il personale medico del Gemelli, dicendo di sentirsi vicino a quanti provano la malattia e le situazioni di infermità. Il Papa ha concluso assicurando che, "dopo aver superato questa fase delicata", adesso riprenderà "gradualmente" le sue attività, "sempre con l'aiuto di Dio e delle vostre preghiere".
"Desidero ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno pregato per me, ho sentito davvero il vostro sostegno, grazie! Particolare riconoscenza esprimo ai medici, agli infermieri e a tutto il personale del policlinico Gemelli". Così il Papa all'Angelus. "Quest'esperienza - ha aggiunto Leone - mi ha fatto provare in modo particolare la vicinanza a quanti attraversano la malattia e una condizione di infermità, superata questa fase delicata come sapete adesso riprenderò gradualmente le mie attività". "Grazie ancora, grazie a tutti - ha detto ancora - e buona domenica!", con un entusiasmo comprensibile e trascinante.



