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Processo breve, La Russa: "non si tratta"

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Il ministro della Difesa ha detto che il testo sarà approvato così come uscito dal Senato. Bocchino: così com'è non lo votiamo

Michela Ravalico
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Si inasprisce lo scontro tra finiani e pdiellini. Dopo l'accusa di Generazione Italia di essere squadristi e comunisti, è arrivato il gancio di Ignazio La Russa. Sul processo breve, il ministro della Difesa, ha dichiarato al Tg3 che il Pdl non intende trattare. "Pensiamo di votarlo  come è uscito dal Senato", ha detto La Russa. "Certo - concede il ministro - la maggioranza o il ministro della Giustizia possono decidere diversamente, ma quel che è sicuro è che non ci facciamo imporre nulla da nessuno" Immediata la replica del fedelissimo di Fini, Italo Bocchino, dal Tg di La7 di Enrico Mentana. "Così com'è il testo sul processo breve non possiamo accettarlo e non lo voteremmo". E ancora: " se vogliono la rottura, non sarà colpa nostra". E ancora, spiega Bocchino, "la Camera non è notaio del Senato, non si può pretendere che si voti lo stesso testo uscito dal Senato. Il testo così com'è per noi è da modificare. Non può essere votato a scatola chiusa e non accettiamo che ci venga dato un aut-aut di questo tipo". 

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