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Pacchi-bomba alle ambasciate: sono gli anarchici

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Attentati alle sedi di Cile e Svizzera a Roma, due feriti. Rivendicazione dalla Federazione anarchica informale / GUARDA LE FOTO

Cristina Dei Poli
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C'è la Federazione anarchica informale dietro i due pacchi bomba che nella tarda mattinata di giovedì sono esplosi nelle ambasciate di Svizzera e Cile a Roma, provocando due feriti, il primo dei quali con danni gravi alle mani. La rivendicazione è arrivata nella serata, ma non sorprende gli inquirenti, anche se la federazione è una sigla tutto sommato nuova nel panorama internazionale. Poche ore prima, infatti, il ministro degli Interni Roberto Maroni si era sbilanciato: "Per gli attentati alle ambasciate di Svizzera e Cile seguiamo la pista anarchica. "Si tratterebbe di gruppi molto violenti, presenti anche in Spagna e in Grecia e strettamente collegati tra loro". I FERITI – Le bombe sono esplose a distanza di poco tempo una dall'altra, anticipate da telefonate di avvertimento indicanti però altri luoghi. Nell'esplosione del pacco bomba all'ambasciata svizzera è rimasto coinvolto un impiegato. "Era solo nel suo ufficio quando è arrivato il plico quindi non sono in grado di dire cosa sia successo", ha dichiarato l'ambasciatore svizzero Bernardino Regazzoni. "L'uomo è stato ferito in modo serio alle mani ma non è in pericolo di vita - ha aggiunto - siamo in contatto con l'ospedale dove c'è un funzionario che ci tiene informati". L'uomo rischia comunque di perdere entrambe le mani. Dall'ambasciata cilena le notizie sono altrettanto gravi. "Il dipendente ferito è fuori pericolo di vita" - ha detto l'ambasciatore del Cile Oscar Godoy -. E' un funzionario amministrativo cileno dell'ambasciata (si chiama Cesar Mella e ha 50 anni, ndr) - sul plico non c'era indicato il mittente". Poi ricordando gli istanti dell'esplosione l'ambasciatore ha raccontato: "C'era sangue dovunque". PRESUNTI COLPEVOLI DALLA SVIZZERA - Come rivelato da Maroni, la pista più seguita sarebbe quella anarchica, anche se al momento non risulterebbe esserci alcuna rivendicazione né vi sarebbero legami con i precedenti pacchi bomba spediti alle principali cancellerie europee. In particolare, viene fatto notare da fonti specifiche, nelle carceri svizzere sono detenuti diversi antagonisti italiani: tra questi Costantino Ragusa, Silvia Guerini e Luca Bernasconi, uno svizzero ticinese ma residente in Italia. I tre sono stati arrestati dalle autorità svizzere lo scorso 15 aprile con l'accusa di preparare un attacco contro una sede elvetica dell'Ibm. I tre, secondo le autorità, farebbero parte di un gruppo di eco-terroristi denominato "Il silvestre" e nella loro auto sarebbero state trovate ingenti quantità di esplosivo. Detenuto in Svizzera è anche Marco Camenish, lo storico anarco-insurrezionalista arrestato proprio in Italia, nel 1991, dopo un conflitto a fuoco con la polizia. E proprio nei giorni scorsi Camenish ha fatto nel prigione dove è detenuto uno sciopero della fame in solidarietà ai tre arrestati il 15 aprile. TELEFONATE DI AVVERTIMENTO – Ad accrescere il panico che giovedì ha investito la capitale hanno contribuito due telefonate arrivate negli uffici del primo Dipartimento del Campidoglio per segnalare la presenza di due ordigni uno in via del Tempio di Giove e uno in Piazza Guglielmo Marconi, all'Eur. Proprio all'Eur si stava svolgendo un concorso interno a cui stavano partecipando circa 400 dipendenti del Comune di Roma per passare di livello, da impiegati a dirigenti. La prima chiamata è arrivata alle 10.30. Una voce di donna ha chiamato, tramite centralino, gli uffici del I dipartimento al Tempio di Giove chiedendo della funzionaria che però in quel momento era assente. Al suo posto ha risposto una addetta alla segreteria che ha raccolto l'allarme della presenza di due ordigni. La seconda telefonata è arrivata alle 12 allo 060606 – il numero telefonico del comune di Roma dedicato ai cittadini per chiedere informazioni - e anche in questo caso una voce di donna segnalava sempre la presenza di due bombe. Entrambe le telefonate si sono rivelate falsi allarmi. ECO INTERNAZIONALE - La notizia dei pacchi bomba inviati nelle sedi diplomatiche a Roma è stata ripresa dai siti di informazione di tutto il mondo, dagli Stati Uniti, con la Cnn che continua a dare aggiornamenti da Roma con i "Breaking News" a alla ABCNews, che come la Cnn dedica alla notizia l'apertura del sito e, tra le altre la FoxNews - all'Inghilterra, con la Bbc e le altre emittenti che seguono da vicino gli sviluppi, oltre ai siti dei quotidiani che continuano ad aggiornare le notizie provenienti dall'Italia. Apertura del sito anche per "Le Monde" con il titolo: "A Roma, due ambasciate prese di mira con attentati". COME UN MESE FA - I due pacchi bomba esplosi oggi alle ambasciate di Svizzera e Cile ricordano l'allarme che si è diffuso in tutta Europa il mese scorso, quando una vera e propria ondata di missive bombe è partita da Atene. In totale sono stati in tutto 14 i pacchi bomba inviate nella prima settimana di novembre a otto ambasciate ad Atene, ma arrivate anche alla Corte di Giustizia dell'Aja, a Europol e a leader europei. Dopo che i pacchetti erano arrivati, senza provocare fortunatamente danni, negli uffici di Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, nella notte tra il due e il tre novembre un aereo cargo della Tnt compie un atterraggio di emergenza all'aeroporto di Bologna dove poi viene fatto brillare un pacchetto spedito da Atene al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La polizia greca punta subito alla pista anarchica, anche perchè hanno legami con gruppi anarchici due sospetti arrestati subito dopo il ritrovamento del primo pacco bomba, indirizzato all'ambasciata messicana. E poi il 25 novembre il gruppo anarchico greco Cospirazione dei nuclei di fuoco ha rivendicato l'invio dei pacchi bomba in un documento di 13 pagine diffuso su Internet nel quale si affermava che "nulla fermerà il gruppo nel portare avanti la rivoluzione".

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