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Smorfia Maroni: "Io a Palazzo Chigi? Mi tocco..."

In Transatlantico va in scena un siparietto tra Giordano (ex Prc) e il ministro. Sugli sbarchi: "Impensabile che l'Europa stia a guardare"

Andrea Tempestini
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In Transatlantico va in scena un siparietto tra l'ex segretario di Rifondazione Comunista, Franco Giordano, e il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Mentre passava il titolare del Viminale, Giordano ha esclamato: "Ecco il prossimo presidente del Consiglio". Maroni, dopo un sorriso, ha glissato: "Ho fatto gli scongiuri...". Circa le voci che circolano sulla stampa, il ministro ribatte poi ai giornalisti: "Queste stupidaggini che scrivete mi diverto a leggerle". E racconta sempre un sorriso. "Sono un pò preoccupato perché l'anno prossimo saranno 20 anni che sono in Parlamento, sono arrivato qui nel maggio del '92, e maturerò il diritto alla pensione. Ci penserò...". FEDERALISMO - Nella Lega Nord si continua a parlare anche della "proposta indecente" del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che ha aperto al Carroccio sul federalismo. "Noi siamo un partito serio e aperto al confronto con tutti", ha puntualizzato Maroni, "ma proprio perché siamo seri siamo anche leali con gli impegni presi". IMMIGRAZIONE - Maroni è tornato anche sull'emergenza immigrati. "E' impensabile che di fronte a questa crisi che è politica e sociale, le istituzioni europee stiano solo a guardare, ad aspettare quello che succede", ha spiegato durante il question time alla Camera. "Il Maghreb dista dall'Europa 70 chilometri, come Milano da Bergamo, ed è francamente incredibile che finora nessuno si sia mosso", ha aggiunto. Il ministro ricorda che la "situazione di instabilità politica che caratterizzato nord africa" ha causato "massici sbarchi: oltre 5 mila immigrati arrivati in un mese" a Lampedusa, di cui 3 mila "dal 11 e il 14 febbraio".

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